Sancita la frattura definitiva con l’ex compagno “rottamatore” Renzi, Pippo Civati non si frena più. “A Bologna lanceremo un’Opa sul Pd e sulla politica: chiederemo a tutti di partecipare, di intervenire, di sollecitare, di entrare nelle strutture della politica del centrosinistra dalla porta principale”.

Queste le parole scritte dal consigliere regionale lombardo sul suo blog, a proposito dell’appuntamento organizzato con Debora Serracchiani e Ivan Scalfarotto il prossimo 22 ottobre a Bologna: “Il titolo del Pd subisce oscillazioni. Nonostante vendano molto dall’altra parte, non riesce ancora ad apprezzarsi come dovrebbe. Eppure qualcosa si potrebbe fare. Non è una tattica entrista vecchio stile, ma è una riflessione democratica: non basta più farlo da fuori. E magari contro. Può essere addirittura controproducente. Perché se si fa da fuori, poi dentro ci si arrocca. Come è capitato spesso”.

Civati disegna il nuovo scenario di dissenso interno al Pd, cercando di disarcionare dal ruolo di ribelle Matteo Renzi e provando a ricostruire la classica “corrente” dissidente in contrasto con la segreteria del partito. Esempi? Nei primi anni duemila la Sinistra Democratica di Mussi e Salvi poi uscita dal Pd per confluire in Sinistra Ecologia e Libertà o un po’ più di recente la cordata liberal di Ignazio Marino pronta ad una lotta impari contro i vertici del bottegone.

La nuova formula della corrente made in Civati, fortemente orientata verso quella società civile che Sel e Idv paiono aver rubato in termini di consensi al Pd, mutua per un giorno linguaggio e dinamiche dal settore finanziario: “Le forme dell’Opa volontaria e consensuale saranno quelle che preferite: dall’adesione, alla partecipazione alla vita del circolo, all’ingresso di gruppi organizzati o di singoli, alla partecipazione alle nostre campagne, alla promozione di iniziative comuni”.

Il Civati pensiero sembra, infine, inarrestabile: “Tutto questo sarà accompagnato dalla richiesta pressante al Pd perché si faccia carico di questa situazione: è doloroso vederlo in altre faccende affaccendato, anche in ore così difficili. Piuttosto che occuparsi di se stesso in modo maniacale, apra una stagione in cui ogni sede, ogni spazio, ogni rappresentante sia messo a disposizione di questo dialogo con la società. Non solo e non tanto con finalità meramente elettorali (anche se noi vogliamo andare a votare, anche subito), ma con obiettivi di carattere culturale e politico”.

L’appuntamento per i rottamtori di Civati è a Bologna, in Piazza Maggiore, il 22 di ottobre.

(d.t.)

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