Visto il loro curriculum, c’è da prenderli sul serio. Sono stati finora oltre settanta i siti istituzionali o commerciali in tutto il mondo presi di mira dal network di Hacker Anonymous che, tra le loro battaglie – oltre a quella per la trasparenza – hanno preso a cuore la difesa di Julian Assange e di Wikileaks.

Con il prossimo obiettivo puntano molto in alto : hanno annunciato – naturalmente online – che il 5 novembre convergeranno in un attacco teso a “distruggere” Facebook. Come motivazione citano la scarsa attenzione del sito di Mark Zuckerberg per quanto riguarda il rispetto della privacy: in particolare, una nuova bacheca (chiamata “Timeline”) che il sito blu sta per lanciare, aumenterà di molto le informazioni sensibili condivise dagli utenti (anche contro la loro volontà). “Facebook – accusano gli hacker – vende le informazioni in suo possesso ad agenzie governative e fornisce accesso clandestino ai suoi database ad aziende private che si occupano di sicurezza”. Tutto questo, aggiungono, per “spiare le persone in tutto il mondo”.

Gli anonimi, perciò, intendono “distruggere Facebook per garantire la libertà su Internet e per il diritto di tutti alla privacy”. Visto che il gruppo di hacker non ha leader nè capi, non è detto che questa operazione sia condivisa da tutti gli Anonymous sparsi nel mondo: fonti stesse interne al gruppo hanno confermato l’attacco, aggiungendo però che non per forza “l’intera organizzazione sia d’accordo”. Vedremo presto che succederà: sarà sufficiente seguire le varie pagine degli Anonymous… anche sullo stesso Facebook.

Il Fatto Quotidiano, 30 settembre 2011

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

RIVOLUZIONE YOUTUBER

di Andrea Amato e Matteo Maffucci 14€ Acquista
Articolo Precedente

Happy birthday Mr B: i regali della stampa estera

next
Articolo Successivo

Le inchieste del Tg1: la riscoperta della merenda

next