Avrebbe dovuto essere l’ospite d’onore al taglio del nastro della mostra “Regina Margherita” inaugurata lunedì, in pompa magna, alla Villa Reale di Monza, nelle sale a fianco dei famosi ministeri decentrati voluti dalla Lega Nord. Ma il premier Silvio Berlusconi alla fine non si è presentato. Una mossa astuta, dopo che è rimbalzato il tamtam della protesta che alcuni studenti monzesi avevano preparato davanti ai cancelli per l’occasione.

Troppo ghiotta per i ragazzi dell’Istituto d’arte di Monza si presentava, infatti, l’opportunità di contestare il presidente del Consiglio. Ma lui è stato più furbo e si è tenuto lontano, evitando di diventare oggetto della loro rabbia. I giovani, del resto, ce l’hanno con i ministeri perché “hanno occupato delle aule che potevano essere dedicate alla scuola – spiega il rappresentante degli studenti Paolo Buccino – e così adesso abbiamo degli uffici inutilizzati e all’istituto mancano otto aule». Gli allievi della famosa scuola d’arte (la stessa in cui ha studiato lo stilista Stefano Gabbana) da settimane protestano perché nella reggia di Monza i ministri sono stati collocati con tutti gli onori all’ex Cavallerizza, mentre alcune aule del loro istituto, nell’ala retrostante, sono state dichiarate inagibili perché rischiano di crollare.

Oltre al danno insomma, la beffa, dato che quelle stesse sale dove oggi si riuniscono i padani, un tempo ospitavano proprio una parte dell’istituto stesso. “Rischiamo di fare lezione in oratorio, gli unici spazi che il Comune ha reperito a Monza per la scuola, oppure alternandoci con i doppi turni perché non abbiamo aule a sufficienza”, hanno gridato ieri, striscioni alla mano, davanti alla Reggia. Si aspettavano il premier. “Ci hanno detto che arriva, vogliamo farci ascoltare”, hanno spiegato.

Erano una quarantina a reggere un lungo cartellone: “Più artisti meno ministri”. Hanno guardato dentro ogni auto blu in arrivo, sperando di intercettare Berlusconi, ma alla fine sono rimasti delusi. Dopo quaranta minuti di attesa, la mostra è stata inaugurata dall’assessore regionale lombardo alla Cultura Massimo Buscemi, presente insieme alla vicepresidente della Commissione cultura della Camera dei deputati Paola Frassinetti e all’eurodeputato Carlo Fidanza. “Berlusconi non arriverà”, la notizia rimbalzata nella sfarzosa sala della villa neoclassica.

Eppure Dnart, la fondazione che ha organizzato la mostra, aveva data per certa la sua presenza, comunicandola anche al Comune di Monza. Non a caso il premier, come noto, si trovava al Tribunale di Milano ieri mattina e invece di tornare subito a Roma si è fermato a Villa San Martino. Tanto che, intorno a mezzogiorno, ha deciso di fare un giro tra le bancarelle del mercato della «sua» Arcore, dove ha stretto qualche mano, visitato un paio di stand di antiquariato e fatto qualche acquisto. Un’uscita pubblica filata liscia. Non gli sarebbe andata così bene se invece si fosse presentato nel pomeriggio in Villa Reale.

di Diana Cariani

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