Le dimissioni dalla Bce del componente tedesco Stark e il successivo balzo dello spread dei titoli di Stato italiani sui bund tedeschi hanno avuto una ripercussione sui lavori della Commissione Bilancio della Camera, che ha sospeso l’esame della manovra. Appena il presidente Giancarlo Giorgetti ha nnunciato che 94 dei quali dei 366 emendamenti presentati erano stati ritenuti inammissibili, tutte le opposizioni hanno chiesto una convocazione d’urgenza dell’ufficio di presidenza “per una valutazione politica sulla nuova crisi dei mercati e su come procedere nell’esame del decreto”, ha spiegato Pier Paolo Baretta (Pd). Giorgetti ha accolto la richiesta sospendendo i lavori della Commissione.

Circa un quarto d’ora dopo la seduta della commissione ha ripreso, e le prime votazioni hanno fatto registrare un pareggio sugli emendamenti in esame. In questi casi, per regolamento, l’emendamento si considera respinto.

Un’impasse che in commissione bilancio si verifica di frequente: i 48 componenti, infatti, sono divisi a metà. La prassi prevede che in questi casi il presidente, Giancarlo Giorgetti, si astenga dalle votazioni. Anche i successivi voti hanno raggiunto il pareggio.

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