All’apice dell’estate, la Grecia prostrata sembra rassegnata al suo destino fallimentare. Ma il suo paesaggio è sempre immortale e propizio al miraggio. Sembra che sia appena passata la nave di Ulisse fra le isole dell’Egeo e nella piana di Farsalo viene da cercare i reduci di Pompeo in fuga.

Sicuramente la Grecia si sentirà meno sola nel disastro, oggi che il governo italiano vara la sua manovra. Come la nostra, questa è una terra satura di eternità dove nulla cambia mai davvero. La casta dell’Olimpo continua a non pagare le tasse e a ridere alle spalle dei soliti mortali a stipendio fisso. Prometeo si è stancato di farsi mangiare il fegato per la nostra bella faccia. Il fuoco possiamo andarcelo a cercare da soli. Troppa fatica sfidare gli dei per difendere gli uomini. Anche gli eroi alla fine ci rinunciano.

Prometeo vedeva lontano, questo è il significato del suo nome. Oggi il suo posto l’ha preso suo zio Epimeteo, che significa vedere con il senno di poi. Una figura che i programmi scolastici dovrebbero rivalutare. E’ Epimeteo, sconsiderato e incapace di previsione, il vero eroe del nostro tempo. A proposito, sua moglie è Pandora. Quella del vaso.

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