Possibile? La notizia non può essere vera. Da 38 anni vivo in una città così pericolosa e non me ne sono accorto?

Apprendo dalla stampa che il parlamentare Garagnani del Pdl afferma: “A Bologna, l’ordine pubblico è costantemente minacciato a causa di un clima di permanente ideologizzazione, per cui probabilmente i soldati che il sindaco di Milano non vuole per la sua città, sarebbero utili nella nostra, particolarmente in previsione delle celebrazioni per il 2 agosto 1980. In un’interpellanza al ministro dell’Interno Garagnani ricorda alcuni recenti episodi in difesa della sua tesi: le monetine lanciate dai No tav bolognesi a un gruppo di leghisti, e volantini islamici in un take away.”

Forse andrebbe denunciato il parlamentare per procurato allarme. Che esistano i cretini (vedi il gesto inqualificabile del lancio di monetine ai consiglieri leghisti di qualche settimana fa) non ci sono dubbi, ma da qui a pensare che le cose, nel caso, si risolvano coi militari mi sembra a dir poco esagerato.

Su Repubblica e sul Fatto leggo: “Ma è sul 2 agosto che il deputato concetra le sue preoccupazioni e la sua attenzione. Il governo “si differenzi dalle interpretazioni strumentali di comodo, che hanno sin qui caratterizzato la suddetta ricorrenza”. Insomma, quest’anno il governo si discosti dalla “vulgata comune” e fornisca “una interpretazione il più possibile aderente ai fatti“, ricca di “informazioni utili sulle piste percorse da terroristi di varia matrice”. Parlare dei fatti “per come sono realmente accaduti” sarebbe “opportuno proprio per il rispetto dovuto alle vittime” conclude Garagnani.”

Al sottoscritto, e penso a tanti bolognesi e italiani, il balletto del due agosto che si ripete ogni anno ha stancato. Stancano questi politici in cerca di visibilità continua sulla pelle della gente. Stanca il fatto che una sentenza passato in giudicato non possa essere considerata definitiva. Stancano le mezze parole (se Garagnani sa qualcosa perché non parla chiaro?).

Stancano. Più dell’afa che ti toglie il fiato. Stancano perché sei convinto che su certe cose la politica deve cercare di unire e non dividere. Stancano perché questa politica allarmistica non produce niente di buono ed è molto più ideologizzata dell’ideologizzazione che denuncia.

Dopo 31 anni Bologna non deve e non vuole dimenticare i suoi morti. Non vuole dimenticare lo squarcio prodotto da quella bomba fascista alla stazione. Dirlo non è ideologizzare, è fare riferimento a una sentenza, con buona pace di tutti.

Bologna vuole ricordare perché certe cose non accadano più. Bologna vuole ricordare che in quella tragica occasione agostana, fatta di lutto, dolore e sangue, la città stette unita, reagì compatta al terrorismo che tentò di piegare lo stato e la nazione a una dinamica, quella del terrore, che la democrazia non può accettare.

Nei giorni successivi al 2 agosto Bologna ha dimostrato al Paese, e non solo, che la risposta più efficace fu ed è quella della ferma richiesta di giustizia insieme a quella dell’unità contro ideologie che la storia ha giudicato sconfitte. I militari a Bologna, per il 2 agosto, non servono. Per il 2 agosto a Bologna avremo bisogno di un governo maturo, adulto, che vive nel mondo reale e che si fa vicino ai familiari delle vittime la cui associazione compie quest’anno 30 anni di vita. Farsi vicino a quella battaglia civile che non si è ancora totalmente compiuta. Farsi vicino non con i militari ma con il silenzioso rispetto che si deve a coloro ai quali quella bomba rubò la vita di persone care.

A volte la politica dovrebbe imparare l’arte del tacere…

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