Il presidente Napolitano si compiace ripetutamente per la rapida approvazione, tramite la fiducia, della manovra finanziaria, definendola un miracolo, una prova straordinaria.

Sommessamente, e con tutto il rispetto dovuto alla carica, alla storia ed all’età, gli suggeriamo di leggerla.

Manovra, un miracolo

Presidente, il suo gioire,
ci permetta, fa stupire.
Poiché forse siam dei pirla
non riusciam proprio a seguirla

nella sua soddisfazione.
Il miracolo in questione,
questa prova straordinaria,
nel guardar la finanziaria

tutto par men che un prodigio.
Che ogni oppositor sia ligio
ai disastri del governo
opponendo un falso inferno

or su questa cosa qua,
or su quella cosa là,
si verifica ogni giorno
e non ci interessa un corno

che una legge così atroce
passi in modo assai veloce
anziché con lunghi tempi.
La sostanza son gli scempi

dei già vuoti portafogli.
Non ha visto come spogli
chi è già pieno di problemi?
Non ha visto che sistemi

per pagare i rubalizi,
gli svarion, gli sprechi, i vizi
della cosidetta Casta?
Elencarglieli non guasta.

Riduzioni alle pensioni,
taglio delle detrazioni
per il ben dela famiglia:
per consorte, figlio e figlia,

per lavoro dipendente,
per lo studio allo studente,
per lo sport, l’asilo nido,
per il mutuo e il fedel Fido,

per le spese sanitarie
e per quelle funerarie.
Incrementi ai carburanti
ed ai ticket sui curanti,

sul soccorso, sugli esami.
Dei salari blocchi infami
per il solito statale
pur con l’inflazion che sale.


Una cosa si è salvata
dalla legge sciagurata:
della Casta il magna magna.
Lì è rimasta la cuccagna:

nessun taglio ai vitalizi,
i più luridi artifizi
per salvare lo stipendio,
nessun fren per il dispendio

di aeroplani ed auto blu
di scagnozzi in schiavitù,
di pension da miliardari,
iPad, mutui, cellulari.

Grazie e mille, Presidente,
del miracolo indecente
della legge finanziaria.
Una prova straordinaria!

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