“Sulla due giorni del movimento a Siena non abbiamo visto andare in onda neanche un servizio che informasse sull’evento, in compenso però nella edizione di domenica 10 luglio delle ore 13,30 abbiamo assistito alla corsa delle donne sui tacchi a spillo…” Chi ha scritto questa lettera? Un gruppo di giornaliste del Tg1 che hanno voluto prendere le distanze dall’ennesima “irresponsabilità editoriale” della loro testata, un tempo lontano chiamata anche “l’ammiraglia del servizio pubblico” e che, oggi, al massimo, si potrebbe chiamare una fregata, nel senso letterale del termine.

Questa denuncia, sacrosanta, ci fa comprendere, meglio di qualsiasi altro lungo discorso, quale considerazione abbiano questi signori per la società civile, per la pubblica opinione.

La corsa sui tacchi a spillo è considerata più meritevole di attenzione della assemblea promossa a Siena dalle donne del movimentoSe non ora quando?“, del resto questa scelta corrisponde perfettamente alla sensibilità politica, etica e professionale di chi ha fatto finta di credere che un anziano signore, nonchè presidente del consiglio, avesse davvero telefonato in questura per  chiedere la liberazione della nipote del presidente egiziano. In questi giorni, da più parti, anche in modo legittimo, viene rivolto un solenne appello “al senso di responsabilità”, ad unirsi per fermare la crisi economica e sociale.

Ottimo proposito, ma sarebbe il caso che, prima di ogni altra cosa, il grande irresponsabile rivolgesse un appello ai suoi fedelissimi affinchè, almeno in queste ore, si astenessero da censure e bavagli, rinunciassero alle norme e persino alle notizie “ad personam e ad aziendam”. Comunque non saranno i tacchi a spillo a salvarlo, nè in pubblico, nè in privato.

Grazie, infine, a tutte le donne che hanno animato l’assemblea di Siena e alle giornaliste del Tg1 che hanno voluto denunciare le omissioni e le faziosità della loro testata. Ci sembra giusto ricordare i loro nomi: Maria Luisa Busi, Alessandra Mancuso, Tiziana Ferrario, Maria Grazia Mazzola, Elisa Ansaldo, Simona Sala, Giovanna Rossiello, Donatella Scarnati, Cinzia Fiorato, Emanuela Talani, Lucia Duraccio, Karina Laterza, Felicia Pistilli.

I vertici della Rai non le ringrazieranno, non lo farà neanche la signora Lei, alla quale pure si sono rivolte: se ne facciano una ragione, le ringrazieranno invece tutti coloro che ancora hanno nel cuore l’articolo 21 della Costituzione.

Presto, molto presto, dei loro censori si perderà anche il ricordo. Resterà invece traccia della loro civile protesta.

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