Sulla norma relativa alla rivalutazione parziale delle pensioni, inserita nella manovra, “siamo pronti a modifiche”. Lo ha assicurato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. “Siamo apertissimi a discuterne, come abbiamo detto da subito”.

”Le fasce più basse sono indicizzate al 100 per cento. Si tratta di guardare alle fasce medie e alte. Siamo pronti a modifiche”, ha affermato Sacconi, parlando a margine di una iniziativa organizzata da Censis e Unipol. “Ma non dimentichiamo – ha aggiunto – che norme di questo tipo sono state fatte da tutti i governi di centrosinistra. Eviterei, quindi, una polemica ideologica a questo proposito. Verifichiamo i modi di produrre un effetto finanziario ma diversamente da come oggi è disposto. Siamo apertissimi a discuterne come abbiamo detto da subito”.

Le stime, contenute nel rapporto Censis-Unipol sul welfare, che indicano per i giovani di oggi pensioni future sotto i mille euro, rappresentano “proiezioni molto opinabili”, ha detto Sacconi. Le stime “scontato ipotesi di percorsi lavorativi che nessuno può disegnare in un tempo fatto di così straordinari cambiamenti”, ha spiegato il ministro. Per Sacconi è, quindi, difficile “divinare percorsi lavorativi complessi, che credo neanche la zingara sarebbe in grado di disegnarci”. Tuttavia, resta la “necessità di organizzare sempre più forme di previdenza, assistenza, di sanità complementari”.

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