Ne ha per tutti, Beppe Grillo. In piazza San Babila a Milano insieme al Movimento 5 Stelle e al candidato sindaco ventenne Mattia Calise, Grillo ricorda che nel 2007 350mila persone firmarono per chiedere un Parlamento senza condannati, il ripristino della preferenza nella legge elettorale e un massimo di due mandati per ogni carica elettiva. “Ma ci ignorano, tengono le firme che abbiamo depositato in un cassetto – si infiamma Grillo, che domanda: “Che Costituzione è quella che non obbliga i parlamentari a discutere una legge di iniziativa popolare?”. Berlusconi – che oggi è tornato ad attaccare i giudici (leggi) – non vuole nemmeno sentirlo nominare: “Ho chiuso con quel nano di 74 anni”, e alla sinistra non perdona di aver letto la Costituzione in aula nei giorni del cosiddetto processo breve. “Calamandrei si rivolta nella tomba a vedere che quella gente messa lì dai partiti legge gli articoli della Carta”. Circondato da qualche centinaio di persone e in contemporanea con la manifestazione romana sotto Montecitorio, Grillo se la prende anche con i giornali. “Ci chiamate ancora ‘grillini’, basta. Siamo un movimento – spiega – facciamo politica come servizio civile, mentre voi parlate solo di quei morti viventi” di Franz Baraggino

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