“Avviso ai naviganti delle procure: la riforma della giustizia sarà realizzata anche se riuscirete a farmi fuori perché siamo la maggioranza nel paese”. Silvio Berlusconi arriva a Milano per sostenere la candidatura a sindaco di Letizia Moratti e ribadisce quanto già detto ieri a Roma. Attacchi alla magistratura, a Casini e Fini, all’opposizione. Intervallando gli strali da storielle personali. Una inedita: “Quando facevo il fotografo ai funerali avevo la camera oscura nel bagno e dopo tre ore consegnavo le foto, a differenza degli altri che impiegavano tre giorni”. Poi di nuovo il racconto di quando dai Salesiani a 12 anni ha “conosciuto gli orrori del comunismo” grazie a un prete che veniva dalla Russia. Ha poi ribadito il passaggio su Bettino Craxi: “Costretto a morire in terra straniera”. E l’invito a sostenere e votare Letizia Moratti e il Pdl alle prossime amministrative che “dobbiamo vincere per rafforzare il governo nazionale”.

(video di Franz Baraggino)

Il berlusconismo “non è al tramonto, a Milano supereremo i 53 mila voti delle ultime elezioni”, ha affermato. “Noi abbiamo introdotto una nuova moralità della politica che non significa solo non rubare ma anche mantenere gli impegni elettorali”. Il premier ha poi ribadito di aver “evitato che il signor De Benedetti, tessera numero uno del Pd, mettesse le mani sulla Mondadori”.

Non è mancata la battuta. “Quelli che dicono che io sono l’uomo più potente d’Italia dicono una bugia. A meno che non si riferiscano ad altre potenze”, ha detto sorridendo. Scherzando con la platea del Teatro Nuovo di Milano, il presidente del Consiglio ha continuato dicendo: “Ho deciso alla mia età di dire tutto ciò che penso, soprattutto quando corrisponde al vero”.

Il premier è poi tornato sulla magistratura “composta da partiti politici”. E, riferendosi ai processi a suo carico, ha sostenuto che “l’abrogazione dell’immunità parlamentare è stato un errore gravissimo. Forse – ha aggiunto – è stato l’errore più grave delle precedenti maggioranze”. E ha ribadito che “tutte le accuse nei miei confronti sono inesistenti, l’ho giurato sui miei cinque figli e sui mie nipoti amatissimi. Non c’è un fatto di quelli di cui la cellula rossa dei pm di Milano mi accusa che sia vicino alla realtà. Lunedì sono stato in tribunale per una mia udienza. Avevano rinfrescato l’aula in mio onore, era bruttissima. Chissà come era prima. La verità è che si parlava di vicende del cavolo di trent’anni fa. Quando sono arrivato a casa ho pensato di aver perso del tempo invece di essermi occupato di Tunisia, della Libia e dell’economia”.

E ancora: “La Corte Costituzionale ha abrogato il Lodo Schifani, il Lodo Alfano e poi il legittimo impedimento. In questo modo il presidente del Consiglio è stato dato in pasto ai pm di sinistra”. Ha poi ribadito che “abolire l’immunità parlamentare è stato un errore gravissimo” e ha aggiunto che “sono stato oggetto di oltre 20 processi che sono finiti con l’assoluzione. I pm di sinistra mi accusano ma per fortuna ci sono poi dei giudici che riconoscono che i fatti non sussistono”. Parlando dei processi che lo riguardano Berlusconi è poi caduto in un lapsus. “Oltre 2.100 udienze a cui qualche volta ho partecipato. E dove c’erano sempre i miei giudici pagati ovviamente da me”. Percepito l’imbarazzo del pubblico si è corretto dicendo “i miei avvocati. Adesso diranno – ha aggiunto – che c’è stato un lapsus freudiano di Berlusconi, so già che il Fatto scriverà ‘lapsus di Berlusconi”.