Lampedusa. Un dramma dell’uomo. Lampedusa, immenso campo di umanità dolente, fatta di donne, uomini, bimbi, anziani, malati. Lampedusa, paradigma italiano, per cui l’abiezione del potere non trova più argini ed è bevuta come l’acqua dagli italiani che ne prendono atto nell’atmosfera ovattata delle proprie case nelle ore di pranzo o di cena. Per poi passare nell’assoluta indifferenza al Mibtel del giorno. Lampedusa caso internazionale creato ad arte dal governo leghista, oggi ha avuto l’onore di altri e ben più rilevanti sbarchi: quelli dell’imputato presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del(l’indagato?) presidente della regione Sicilia Raffaele Lombardo.

Assistendo ai servizi giornalistici dei Tg nazionali sull’incursione di Berlusconi, ho provato rabbia, pena, un senso di vertigine impressionante. Le solite barzellette, le battute tanto trucide quanto fulminanti, l’acquisto di ville, di pescherecci, ecc. E accanto a lui, mentre nei giorni scorsi mostrava canini aguzzi verso il governo, stava adesso ghignante e plaudente appunto Raffaele Lombardo. A proposito di quella umanità, appena qualche giorno fa Bossi al meglio delle sue prestazioni esclamava: “Fora di bal!”, Lombardo però gli faceva subito eco con “Ci vuole un mitra!”.

Raffaele Lombardo guida un governo sostenuto dal Partito Democratico siciliano. Quest’ultimo, o meglio i suoi dirigenti, riescono ancora a provare vergogna?

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