Arriva la cosiddetta “epocale riforma della Giustizia”. In realtà lo sconvolgimento degli equilibri fra i poteri dello Stato, con l’affermazione del primato della politica sulla giurisdizione. Inaccettabile per  la Costituzione di qualunque paese civile.

La lunga trafila per l’approvazione prevista dall’Art. 138 della Costituzione e il certo referendum popolare finale che si renderà necessario provvederanno a spazzare via una tale vergogna, come è accaduto nel recente passato.

Di epocale c’è solo un gran cerotto

La riforma epocal della Giustizia
vantata dal novello Giustiniano
è l’usual menzogna tribunizia
di un fasullo statista ciarlatano.

Ben quattro approvazioni in Parlamento
e un final referendum popolare
ci separano dall’accadimento
di un’Italia affidata al malaffare.

Son le solite palle colossali
come quelle del ponte sullo Stretto,
delle prossime riduzion fiscali
e del federalismo cosiddetto.

Basta veder l’ignobile statista
con la bilancia di Minerva in mano
per capire ch’è un falso riformista
che dalla cella vuole star lontano.

E’ un parolon riforma definirla:
sono quattro bestemmie scriteriate
pensate da una manica di pirla.
Come quelle che furono sparate

da un quartetto di fessi a Lorenzago
che, fra una griglia ed una libagione,
aveva scelto, come estivo svago,
la distruzion della Costituzione,

rifiutata dal popolo italiano
con una grande prova di saggezza,
come farà con la riforma Alfano
da buttar via come la monnezza.

Che le sue siano sol parole al vento
lo ha già capito pure il Capellone
che in previsione di un diretto al mento
si è dotato di un mega cerottone.

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