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451 biblioteche
che se ne vanno

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A 451 gradi Farenheit la carta dei libri va in autocombustione. Cosa sarebbe un mondo senza libri, si chiedeva Ray Bradbury nel 1953, ipotizzando un futuro in cui la parola scritta avrebbe meritato la censura da parte di un governo illiberale e dispotico.

Oggi 5 febbraio 2011, un giorno del lontano futuro immaginato da Bradbury in Farenheit 451, la Gran Bretagna si mobilita nel tentativo di mantenere aperte le sue biblioteche, lanciando il National Library Action Day. La scure dei tagli governativi colpirà a breve oltre 450 biblioteche pubbliche in tutto il Paese, minacciando anche il lavoro di più di mille impiegati del settore. In alcune regioni la situazione è particolarmente drammatica: rischiano di chiudere 20 su 43 biblioteche in Oxfordshire, e nella sola mitica Isola di Wight ben 9 su 11.

Pacificamente, i cittadini organizzano decine di read-in, sessioni di lettura comune. È un altro modo per chiamare l’occupazione di quegli spazi pubblici che hanno il solo torto di rendere più civile una nazione. La protesta vuole trasmettere il messaggio di chi prova a fare la sua piccola, sommessa parte di resistenza contro la barbarie dei tagli di spesa alla cultura. In prima linea, lo scrittore Philpp Pullmann (l’autore de La bussola d’oro e altri fantasy) ha usato parole che vale la pena riportare: “Lasciate in pace le librerie, sono troppo preziose per essere distrutte. Le amo per quanto hanno saputo darmi, come bambino, come studente, come adulto. La loro presenza nelle nostre comunità ci ricorda che c’è qualcosa che va oltre l’avidità e il profitto”.

Forse il ministro della Cultura Jeremy Hunt non avrà voglia di ascoltare l’appello a fermare le ragioni del profitto, evitando di spazzare via le 451 biblioteche. Mi chiedo soltanto, augurandomi sinceramente una risposta positiva da parte di tutti: se questo scempio, che verrà inflitto ad un paese non certo povero di scrittori con la leggerezza di una sforbiciata alla spesa pubblica, fosse stato proposto in Italia, avremmo avuto almeno la stessa forza morale di ribellarci?

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