Durante la messa di Natale del 2009, intervenendo al telefono, il premier aveva promesso ai cittadini del paese in provincia di Messina devastato da un’alluvione la ricostruzione delle case distrutte e soldi a “pioggia”. Ad ascoltarlo c’era gente che aveva perso tutto, famiglie e case poche settimane prima erano state travolte dal fango. Una tragedia che ha provocato trentasette morti e mille sfollati. La parte distrutta non è stata ricostruita, non ci sono città satellite, la messa in sicurezza è ancora lontana perché i soldi promessi non sono arrivati. Restano soltanto le parole di quella notte in chiesa: bugie di Natale di un presidente “menzognero”. Come lo chiamano gli abitanti dimenticati.  di Antonio Condorelli

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