ShanghaiLa grande piazza del Popolo a Shanghai non è esattamente come la marocchina Jemaa el Fna dove è impossibile sfuggire alle attenzioni di guide e venditori ambulanti: l’impressione, per il turista, è di essere invisibile. I cinesi vanno di fretta per la loro strada, spintonano senza tanti complimenti, inutile chiedere informazioni. Così quando – nei giardini di People’s park – vengo fermata da tre ragazze sorridenti, rimango piacevolmente sorpresa.

Finalmente dei locali con cui interagire. Le domande di rito (come ti chiami, da dove vieni, che cosa fai…), poi mi raccontano di essere tre studentesse di Pechino in trasferta per visitare l’Expo. «Ci sono stata ieri» dico, e allora via con le considerazioni sulla grande fiera internazionale, orgoglio di tutta la nazione. Segue la richiesta di una foto con loro, accetto.

A questo punto le saluto, voglio visitare il museo sull’urbanistica della città, lo Shanghai Urban Planning, con il tetto a forma di pagoda. Le tre amiche obbiettano che è chiuso, riapre alle 14.

«E il gruppo che sta entrando adesso?» chiedo. Visite delle scuole, è la risposta (peccato sia domenica) a cui segue la proposta di andare con loro a una cerimonia del tè che inizierà, fra poco, qui vicino. Ecco, siamo arrivati al dunque. Vorrei smarcarmi e prendo tempo fotografando la piazza, ma il trio non demorde e mi aspetta pazientemente. Decido di stare al gioco. Tutte contente, le ragazze mi prendono sottobraccio e mi stordiscono di chiacchiere: Milano “fashion city”, le modelle, i calciatori… Scendiamo per Fuzhou road – la riconosco, ci siamo passati ieri sera dopo la passeggiata sul Bund, il lungofiume con i più bei palazzi coloniali – poi prendiamo una laterale, Guangxi road, e entriamo in una galleria commerciale, una delle tante. Qualche scalino, entriamo in un appartamento: un lungo corridoio, tante stanzette. Ad attenderci, in abiti tradizionali, una ragazza che ci fa accomodare e comincia a illustrare le “offerte degustazione” a prezzi altissimi.

Sorrido: «Non mi va di bere tè adesso, però posso assistere alla cerimonia». Non è questa la risposta che si aspettavano. Mi alzo, altro sorriso, e infilo la porta velocemente.

Poco distante c’è un enorme distretto di polizia. Paese che vai, raggiro che trovi…

Ho evitato innumerevoli visite a terrazze panoramiche e a botteghe di amici e parenti. La cerimonia del tè era una prima volta, penso entrando allo Shanghai Urban Planning Exhibition Center.

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