Durante la seduta del 29 giugno 2010 il consiglio comunale di Solza (BG) ha adottato il Piano di Governo del Territorio (Pgt). Un Pgt con una specificità che lo rende il primo nella bergamasca e tra i pochi in Italia definiti a “crescita zero” ossia un piano che non prevede ulteriore consumo del territorio.

In un territorio estremamente urbanizzato quale quello dell’Isola Bergamasca si inverte la tendenza cementificatoria di questi ultimi decenni. Una scelta difficile ed impegnativa per un piccolo comune (circa 2.000 abitanti) in un periodo che vede gli enti locali continuamente penalizzati dai tagli ai trasferimenti disposti dagli enti centrali, regione e governo, e dall’aumentare delle incombenze e dai servizi richiesti dai cittadini.

Alla faccia del cosiddetto federalismo fiscale di cui gli attuali governanti e la Lega in particolare si riempiono la bocca da oltre 15 anni…

Una scelta virtuosa, che reca beneficio al territorio e nello stesso tempo richiede di mettere in moto sobrietà e austerità nelle politica amministrativa del comune, così come di sviluppare ingegno e creatività nella ricerca di fonti di finanziamento alternative.

Una scelta resa possibile anche da una rigorosa politica di emancipazione del bilancio dagli oneri di urbanizzazione perseguita in questi ultimi anni, oneri utilizzati in genere dai comuni per coprire parte delle spese correnti, ossia l’edilizia che finanzia le spese ordinarie del comune, un’entrata aleatoria contro spese strutturali.

Una scelta che può portare a rinunce e tagli al bilancio con possibili ripercussioni sul consenso, ma una scelta responsabile e obbligatoria per chi si approccia alla gestione della cosa pubblica con spirito di servizio e onestà intellettuale.

L’esperienza pionieristica del comune virtuoso di Cassinetta di Lugagnano (MI) dunque non è più un caso isolato. Grazie anche all’opera culturale della campagna nazionale Stop al consumo di territorio sempre più amministratori cominciano a considerare il territorio un bene comune da preservare, al pari dell’acqua che beviamo e dell’aria che respiriamo…

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Anche la speranza del diritto è negata a Gomorra

next
Articolo Successivo

La pancia su Roma

next