Alla fine il pollaio ha il suo Gallo (Vincent, miglior attore per Essential Killing), c’è il ruggito del coniglio (Sofia Coppola, vittoriosa con il pavido Somewhere e un visino alla Bugs Bunny) e la iena (Tarantino, presidente di giuria) che ammazza i Leoni (il palmares tutto sballato): la 67esima Mostra di Venezia ha chiuso con un battito animale.

Ululati in Sala Grande, pesci-sega in conferenza stampa (sempre Tarantino, che ha invitato i contestatori a compiacerlo sessualmente…), mostre della Laguna sul red carpet (Alba Parietti, in rovinoso topless e altre cento) e barriti tra i giornalisti: si è chiuso il recinto, ma i buoi erano già scappati dal palmares, da Venus Noire a Meek’s Cutoff, passando per 13 Assassins, Post Mortem e The Ditch. Son rimasti i buu, a salutare il caravanserraglio che se ne va, Takashi Miike con la faccia lunga di Zebraman e La pecora nera Celestini che non ha brucato il Lido. Per loro non c’è spazio al circo, dove Alex De La Iglesia l’ha fatta da padrone: due pagliacci e due premi, la sua Balada sarà pure triste, di certo mastodontica.

Se prima che il Gallo canti (Vincent, muto per Skolimowski) annegherà tre volte, un cigno nero emerge (Mila Kunis, Premio Mastroianni per Black Swan) a Palazzo, e Lo Gatto indaga. Ci sarebbero altri film, ma abbiamo finito gli animali: Venezia 67 cala il sipario. Con la Febbre da Cavallo, e un Leone per incubo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Chabrol, una voce fuori dal coro

next
Articolo Successivo

Il mago Silvio e il cinema italiano

next