L’agguato brutale che ha portato la scorsa notte all’omicidio del sindaco di Pollica-Acciaroli Vassallo ci parla di un sistema mafioso che non può accettare la sfida del buonsenso e dell’efficienza.

Pollica era un comune di questo Sud martoriato da 50 anni di politica corrotta, collusa, connivente con la cultura e il sistema fatto regime che è la Mafia. Un comune virtuoso, amministrato con coraggio e concretezza da una classe dirigente locale che aveva deciso di non sottostare alle regole non scritte che regolano, appunto, il modo di gestire la “cosa pubblica” e farsi rappresentanti dello Stato.

Un comune normale, amministrato da persone normali, niente santi né eroi, beninteso, ma maledettamente rivoluzionario e controcorrente in questa Italia di disonesti e incompetenti, dove fanno carriera i funzionari di partito e i bottegai di corrente… Dove il buonsenso suona come una rivoluzione da contrastare ad ogni costo, perché contagioso come un virus inarrestabile.

Non può essere allora un caso che solo poche settimane fa un altro comune virtuoso, Camigliano, è stato punito dallo Stato vero per essere troppo virtuoso. Non con la vita, ma con lo scioglimento del consiglio comunale e la destituzione del sindaco Vincenzo Cenname. (Guarda il video del Fatto)

Queste esperienze, sempre più radicate e concrete e sempre più visibili fanno paura, danno fastidio, vanno fermate.

Ma non ci riusciranno, perché il vento sta cambiando direzione e sarebbe il caso che lo Stato, quello vero, decidesse una volta per tutte da che parte stare, da chi farsi contaminare…

L’Associazione dei comuni virtuosi sta con Pollica, e stringendosi ai famigliari della vittima, lancia forte il suo grido di dolore e speranza: non potrete ammazzarci tutti!

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