“Abito in affitto, dalle parti di Via Barberini”. Replica Massimo Ferrero nell’intervista di ieri su Il Fatto. Nella puntata di Report, in onda su Rai TRE il 30 maggio scorso titolata “Il boccone del prete”, di Ferrero parlavamo così: “Massimo Ferrero è un produttore cinematografico di successo. Ha lanciato l’attore Lorenzo Balducci, figlio di Angelo, il gestore delle case di Propaganda Fide. Balducci junior appare in alcuni film di Ferrero: Ma l’amore sì, Concorso di colpa, Gas e Il papa buono. Ferrero ha una bella casa in via Gregoriana…di Propaganda Fide”.

Ci andai a casa Ferrero, a due passi da Trinità dei Monti, e trovai il maggiordomo, chiesi ai vicini informazioni su quelle case, mi procurai le visure del catasto eccetera eccetera.

Eh sì, Massimo Ferrero sta in affitto da Propaganda Fide. E quando lo chiamai al telefono spiegai che un testimone autorevole mi aveva detto che Angelo Balducci gli aveva dato una mano per trovarla, quella casa.

“Io non so di che cosa sta parlando”. Fu la risposta.

A Ferrero inviai una mail a cui non ha replicato. Ottenni un appuntamento, che non fu rispettato. Promise al telefono che mi avrebbe chiarito tutto. Sparito.

Mi ero incuriosito perchè sulle case di via Gregoriana aleggiava da tempo un’intenzione speculativa. Qualcuno mi aveva parlato di una svendita che Propaganda Fide aveva in animo di realizzare beneficiando gente che conta. Vero, falso? Chissà. Forse, col tempo, anche questo frammento della storia muratoria della Congregazione emergerà.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, accessibile a tutti.
Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte con idee, testimonianze e partecipazione.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Meglio Pietro che i tromboni tuttologi

next
Articolo Successivo

Intercettazioni, Ddl alla Camera il 29
Fini: “Irragionevole testo a luglio”

next