Se si perde, i commenti del dopo partita assomigliano un po’ alle interminabili chiacchiere con gli amici sulla fine di un amore. Figuriamoci se si esce da un Mondiale e nella maniera ben poco gloriosa in cui è uscita l’Italia: non c’è termine all’autocoscienza. Ma mentre da noi si piange sul latte versato e si ricama di anticipazione sulle futuribili gesta di Prandelli, il grande gioco dei Mondiali va avanti.

Con tutto il suo portato di folklore e simbolismo, di volti nuovi che si illuminano all’improvviso e campioni che si spengono. Con tutta la potenza del mondo – seppure quello calcistico – che si incontra e si confronta. E diventa l’occasione anche per scoprire e raccontare storie grandi e piccole. Come quella del libro di Goffredo De Pascale, “Africa bomber” (Add Editore): la vicenda di un giovane calciatore nigeriano fuggito in seguito a discriminazioni religiose e politiche, giunto in Italia dopo un drammatico viaggio nel deserto a dorso di cammello e arrivato a Lampedusa a bordo di una carretta. Ora Kalapapa «Kalas» Ngeri – questo è il suo nome ha ottenuto lo status di rifugiato politico. E, praticamente adottato da un piccolo centro in provincia di Perugia, ha ripreso a giocare in una squadra di seconda categoria, il Tuoro.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Un vulcano ben educato

next
Articolo Successivo

Germania, Wulff eletto presidente
ma per la Merkel è crisi profonda

next