Mi domando e mi ridomando che cosa c’azzecca (direbbe Di Pietro) la modifica dell’articolo 41 della Costituzione con la necessità di liberare le imprese dai troppi oneri burocratici. La burocrazia è un mostro che costa moltissimo agli italiani (tutti) e alle imprese in particolare. Poi se le imprese sono piccole, ecco che il costo per carte e scartoffie incide ancora di più. Nel caso di imprese con 10 dipendenti (per esempio) ecco che la burocrazia incide moltissimo (sarebbe come avere un dipendente in più).

E questi costi, sia ben chiaro, vanno poi a gravare sul prezzo del prodotto finito.

I governi (tutti) però non muovono un dito per snellire la burocrazia. Perchè? Perchè snellirla vuol dire eliminare un certo numero di posti di lavoro. Ovvero, chiudere quegli enti o associazioni o uffici pubblici messi in piedi solo per esercitare un controllo (formale) sulle attività. E questo creerebbe nuova disoccupazione. Possiamo anche decidere di mantenere questi enti inutili ma questo va, inevitabilmente, a gravare sulla spesa corrente dello Stato.

In molti sostengono che, tutto sommato, la Francia è combinata un po’ come noi, con tanti enti e tanta burocrazia. E’ vero, ma in Francia la pubblica amministrazione funziona, ti risponde in fretta, provvedere al suo compito. In Italia si annega fra le fotocopie e le marche da bollo (da presentare sempre in copia, una sulla domanda e l’altra sulla risposta).

Per tornare all’idea di Tremonti di modificare la Costituzione, ecco, mi sembra la solita provocazione. Tremonti sa benissimo che, sullo snellimento degli iter burocratici a favore delle imprese, al massimo si riuscirà a fare un piccolo passo. Ci sarà la solita discussione sui giornali e lui potrà dare la colpa alla mancata modifica della Carta costituzionale.

Insomma, troverà la solita scusa per non aver fatto, in realtà, quanto si può fare benissimo modificando una legge ordinaria, ma soprattutto intervenendo su Province, Regioni e Comuni che, molto spesso (quasi sempre) in tema di imprese, hanno l’ultima parola.

Ecco, bisognerebbe togliere un po’ di potere a questi enti periferici che spesso mettono il bastone fra le ruote delle imprese. Ma a toccare Regioni, Province e Comuni si fa un dispetto alla Lega. E allora si va avanti così…e si dà la colpa alla Costituzione catto-comunista. Che con la burocrazia non c’entra niente.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

PERCHÉ NO

di Marco Travaglio e Silvia Truzzi 12€ Acquista
Articolo Precedente

Galassia Libertaria

next
Articolo Successivo

Guru per caso, la storia di Edward Hugh
Il blogger che ha stregato i mercati finanziari

next