Durissima filippica del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, contro il M5S e le primarie per il candidato pentastellato alla presidenza del Consiglio. Nel suo consueto appuntamento settimanale su Lira Tv, il politico del Pd attacca prima l’operato della sindaca di Roma, Virginia Raggi, poi si sofferma sul tema caldo del giorno: “E’ del tutto evidente alcuni esponenti di questo gruppo dirigente M5S sono improbabili e in qualche caso impresentabili. Grillo, ad esempio, è una persona di grande intelligenza e di grande vivacità e per tanti versi di grande coraggio. Ma con la politica non c’entra niente. E intendo la politica nel senso di capacità di governo, conoscenza delle istituzioni e della pubblica amministrazione, cioè conoscenza del sistema per trasformare le parole in realtà. Perché questa” – continua – “è la cosa complicata della politica seria. Com’è possibile che personaggi del genere abbiano acquistato tanto spazio politico in Italia? E quindi prima di ironizzare sugli altri dovremmo interrogare noi stessi e capire quante immagini deprimenti abbiamo dato all’Italia per portarla a un punto tale di disperazione”. E aggiunge: “Le primarie M5S? Di chi? Uno se le immagina tra persone credibili sulla base di programmi distinti. Avete notizia di questi programmi? Avete mai visto questi candidati seduti a un tavolo per dire all’Italia e agli elettori del M5S i propri programmi? Quello che mi impressiona in questa vicenda del M5S è la propensione alla truffa, all’imbroglio, alla mistificazione“. Poi rincara: “Hanno introdotto l’offesa permanente, l’aggressione, la violenza verbale e poi si presentano come portatori del Vangelo. Il loro primo imbroglio è la democrazia del M5S. Mi pare del tutto evidente che decidono due persone. Qualcuno ha capito come funziona Rousseau? E’ solo una piattaforma che serve a fare soldi in maniera occulta, sicuramente non trasparente. Siamo di fronte a una truffa clamorosa, perché nessuno è in grado controllare il funzionamento democratico di quella piattaforma. Nessuno sa chi finanzia questi signori. C’è davvero una persona in Italia che crede che si faccia attività politica aggratis?”. Inevitabile la citazione di Luigi Di Maio: “Il principale candidato M5S si mette in tasca, da 4 anni, 13mila euro netti al mese e ha documentato per 2 anni spese elettorali per 200mila euro. Dove li hanno presi? Di cosa hanno vissuto se non dello stipendio parlamentare? E’ una cosa sconvolgente. Sono personaggi improbabili che si presentano a guidare un Paese moderno e civile ma non sanno governare neanche in un condominio