“Il caffè è il balsamo del cuore e dello spirito”. Mai citazione – attribuita a Giuseppe Verdi – fu più calzante. A quanto pare, infatti, la bevanda nera tra le più amate del mondo allunga la vita. Chi ne beve tre tazzine al giorno, sembra essere più longevo dei non bevitori. Alla faccia di tutte le tesi che vedono il caffè al centro di innumerevoli problemi di salute.

Oltre che fonte di nervosismo ed eccitazione, tanto da essere etichettato in passato come “bevanda del diavolo” adatta più alle taverne che alle tavole altolocate. Certo, l’abuso non è mai consigliato. Ma, secondo uno studio, il caffè nelle giuste dosi sarebbe un vero e proprio elisir di lunga vita, indipendentemente dal metodo di preparazione e dalla scelta tra deca o caffè normale. Lo rivela il più ampio lavoro mai condotto sull’argomento. Una ricerca su oltre mezzo milione di individui in dieci diversi paesi europei tra cui l’Italia. Lo studio è stato condotto da esperti della IARC (International Agency for Research on Cancer) e dell’Imperial College di Londra.

La rivista Annals of Internal Medicine rivela i dettagli dell’analisi. È stato preso in esame il consumo di caffè dei partecipanti, i diversi modi di preparazione e la presenza o meno di caffeina. I soggetti sono stati monitorati per un tempo medio di 16 anni, analizzando i decessi e le relative cause. Risultato: bere abitualmente caffè è associato a ridotto rischio di morte per tutte le cause, soprattutto per quanto riguarda le malattie circolatorie e del tratto digerente. Gli esperti ipotizzano che i benefici del caffè siano multipli. Ad esempio, che la bevanda nera abbia significativi effetti protettivi sul fegato e, più in generale, faccia bene a tutto l’organismo grazie all’elevato contenuto di antiossidanti. Già nel 2015, uno studio dell’Università del Texas pubblicato su Plos One, aveva rilevato importanti connessioni tra il caffè e la riduzione di rischi di disfunzione erettile. Due o tre tazzine servirebbero a combattere l’impotenza.

Lo studio Annals of Internal Medicine