“Oggi la discussione non è “Euro sì, Euro no”, chi è o non è europeista. Per parlare di misure alternative per far volare il nostro Paese, la condizione non può che essere un governo dell’Italia che nelle sedi comunitarie e internazionali si faccia rispettare”. Così il vicepresidente della Camera e deputato M5S Luigi Di Maio a margine del convegno sul debito pubblico organizzato dal Movimento in corso a Montecitorio. E il referendum sull’Euro, bandiera del M5s? “Per indire il referendum sull’uscita dall’Euro ci vorrà un anno e mezzo durante il quale noi faremo gli interessi dell’Italia chiedendo all’Europa di cambiare, dal fiscal compact al tetto del 3%. Se tutto ciò non cambierà non saremo noi a mettere in discussione il referendum ma sarà l’Ue che si autodistruggerà”. Ma fra il dire e il fare, il M5S dovrà individuare la strada per arrivare davvero al governo del Paese. Con una legge proporzionale il 51% e l’autosufficienza non sembrano prospettive facilmente realizzabili. Eppure Di Maio insiste: “Non c’è nessun patto con nessuno, tanto meno con la Lega. Noi siamo l’unica forza compatta che può ambire a governare questo Paese. Le attuali guerre interne al centrodestra e al centrosinistra favoriranno senz’altro il M5S. Perché gli italiani non vogliono regalare ancora il Paese a un centrodestra modello guerra Berlusconi-Fini e a un centrosinistra modello guerra Mastella-Prodi”