L’1 giugno i programmi Rai rischiano di non andare in onda. Le segreterie nazionali di Cgil, Uil, Ugl, Snater Libersind-Confsal hanno infatti proclamato per il primo giugno uno sciopero dei dipendenti (impiegati, quadri e operai) delle società del gruppo “contro la pregiudiziale aziendale posta sull’incremento dei minimi salariali, per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro e per l’erogazione del premio di risultato 2016″.

Viale Mazzini nelle scorse settimane ha escluso la possibilità di aumentare i salari – almeno per consentire il recupero dell’inflazione – in occasione del rinnovo del contratto, che peraltro è atteso da tre anni e non è ancora all’ordine del giorno. Quanto al premio di risultato, in parile il direttore del personale Paolo Galletti ha scritto ai sindacati dicendo che i 18 milioni pattuiti con i sindacati saranno pagati, ma non come “premio” bensì come “erogazione equivalente” perché “il raffronto tra il margine operativo lordo obiettivo e consuntivo è stato definito senza tenere conto, in fase di previsione, dei maggiori introiti da canone, peraltro limitati all’anno 2016” e l’azienda è invece ancora “in una condizione difficile”.

In una lettera datata 9 maggio, i sindacati – sottolineando l’esito negativo dell’incontro di conciliazione con l’azienda svolto l’11 aprile – dichiarano una giornata di sciopero nazionale “con blocco delle prestazioni accessorie (straordinari, reperibilità, straordinario in sesta giornata) a partire dal 31 maggio sino al 13 giugno 2017 per tutti gli impiegati, quadri e operai delle società del Gruppo Rai”.

Intanto, mentre il direttore generale Antonio Campo dall’Orto appare sempre più in bilico, si è dimesso il capo della sicurezza della tv pubblica Genséric Cantournet, al centro dei rilievi dell’Anac. Lo scrive Il Messaggero parlando di “divorzio consensuale”. Cantournet era finito nel mirino dell’autorità guidata da Raffaele Cantone perché scelto da una società di cacciatori di teste, la Salvia, Cantournet &Partners, della quale socio di minoranza e amministratore delegato è Bernard Cantournet, padre di Genséric.

Il consigliere d’amministrazione Arturo Diaconale ha commentato dicendo che si tratta di una “scelta personale apprezzabile fatta da un professionista valido, ma il problema che rimane è quello di una procedura di assunzione che ha subito i rilievi dell’Anac e di cui il Cda ha ricevuto solo la comunicazione a cose fatte, come del resto è avvenuto per le sue dimissioni”.