L’arresto del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, è una “priorità” per l’amministrazione Trump. Lo ha dichiarato il segretario americano alla Giustizia, Jeff Sessions, il cui dipartimento sta preparando gli atti di accusa contro Assange e altri membri dell’organizzazione che nel 2010 ha divulgato migliaia di documenti diplomatici e militari americani top secret. “Cercheremo di mettere in prigione certe persone”, ha detto Sessions in conferenza stampa, spiegando che “è una vicenda che supera tutto ciò che conosco. Abbiamo dei professionisti che sono nella sicurezza Usa da anni e che sono scioccati dal numero di fughe di documenti, di cui alcune molto gravi”.

Il Washington Post rivela che i procuratori hanno già elaborato atti che prevedono accuse di cospirazione, furto di beni governativi o violazione della legge sullo spionaggio, ma i documenti non sono completi e ogni accusa richiede l’approvazione al più alto livello del ministero.

Durante l’amministrazione Obama, il dipartimento di Giustizia aveva deciso di non incriminare Wikileaks per la rivelazione dei documenti top secret, perché riteneva che farlo avrebbe creato un precedente per perseguire anche i media che pubblicano informazioni classificate. Ma sotto Trump i vertici del dipartimento di Giustizia hanno indicato ai procuratori di essere aperti a riesaminare il caso, che formalmente non è mai stato chiuso. Non è chiaro se nelle nuove indagini sia inclusa anche la divulgazione delle email del partito democratico e del capo della campagna elettorale di Hillary Clinton, John Podesta, che secondo l’intelligence Usa sono state hackerate dai russi.