Dopo i tanti ritardi e le polemiche, l’aula di Montecitorio ha ripreso la discussione del ddl sul Biotestamento. Le tempistiche sono ancora un mistero: mentre i politici a parole dicono di voler accelerare, nei fatti si continua a rimandare il via libera definitivo. Oggi lo scontro è stato sull’eutanasia. Il testo, ha precisato la relatrice Donata Lenzi (Pd) prima di giungere alla votazione del primo articolo, non la prevede, anzi la lo esclude. Ma così non la pensano Lega Nord, Fdi, Udc e diversi deputati cattolici di Ap, secondo cui il testo è ambiguo e non vieta in termini chiari e inequivocabili l’accesso all’eutanasia, attraverso l’interruzione dell’idratazione e alimentazione artificiali.

Proprio l’ostruzionismo dei partiti contrari potrebbe rallentare ulteriormente le procedure. “Questo testo”, ha detto polemicamente Alessandro Pagano del Carroccio, “è una gallina ma si è deciso per legge di chiamarla gatto, e allora per questo tutti fanno ‘miao’. Questa è una legge sull’eutanasia ma per ipocrisia e debolezza non lo si vuole dire. Noi vogliamo un voto chiaro e esplicito perché vogliamo punire chi istiga al suicidio”. Di diverso avviso il fronte a favore del ddl. “Noi”, ha detto Monica Gregori (Mdp), “non stiamo uccidendo le persone facendole morire di fame e di sete, ma stiamo semplicemente prevedendo le disposizioni affinché una persona possa decidere in piena autonomia e libertà di mettere fine al trattamento sanitario e di interrompere di conseguenza le pratiche artificiali di idratazione e alimentazione, pratiche che rientrano in un piano terapeutico”. Del Pd ha parlato Giovanni Burtone, secondo cui il provvedimento “esclude totalmente l’eutanasia”. Oggi le votazioni sono in programma fino all’ora di cena, per riprendere il 5 aprile, quando andranno avanti fino alle 19: a quel punto avrà inizio la discussione generale sul decreto legge in materia di voucher.

I dem hanno assicurato di voler arrivare al voto il prima possibile: “Il Pd non ha alcuna volontà di strozzare il dibattito e c’è la volontà di arrivare fino in fondo”, ha detto il capogruppo Pd Ettore Rosato aggiungendo che su questo tema “non vale chi urla di arrivare prima ma il Pd non è disponibile ad assecondare nessuno che non vuole arrivare” all’approvazione di un “provvedimento importante, delicato su cui deve esserci la possibilità di confrontarsi”. Le opposizioni hanno quindi accusato la maggioranza di voler strozzare il dibattito: “Voi avete deciso di imporre a questa Aula la limitazione degli emendamenti e dei tempi”, ha detto Antonio Palmieri di Fi. Alcune componenti, come quella dell’Udc del Gruppo Misto, hanno esaurito i tempi loro assegnati dal contingentamento, che è stato fissato in 18 ore. La vicepresidente Marina Sereni ha precisato che i tempi sono stati già aumentati di un terzo, e che riferirà alla presidente Boldrini la richiesta di un loro ulteriore ampliamento.