di Marta Coccoluto

Cosa pensereste se vi dicessi che qualcuno è disposto a offrirvi una vacanza di dieci giorni in un luogo ricco di storia e cultura, immerso nella natura e poco distante dal mare, per farvi svolgere il lavoro che vi piace, ovviamente pagandovi, insieme a un team di creativi?

Ve lo dico io. In molti penserebbero di non stare in Italia, il Paese delle opportunità mancate o negate. Altri penserebbero che ci debba per forza essere qualcosa sotto, per non dire una fregatura. A pochi verrebbe in mente che potrebbe trattarsi di una workationtermine che nasce dalla fusione di work (lavoro) e vacation (vacanza) e che indica una “vacanza produttiva”, o creativa, ovvero un periodo di lavoro da trascorrere in vacanza – quindi relax, escursioni, buon cibo, divertimento, incontri – in una meta tipicamente turistica.

Nessuno penserebbe che finalmente – e devo dire con un inaspettato e inconsueto primato –  quella che possiamo chiamare l’economia dei nomadi digitali abbia fatto un vero balzo in avanti.

E non mi riferisco ‘solo’ al fatto che sempre più aziende si stiano aprendo allo smartworking, così come sempre più professionisti si stiano rendendo indipendenti, lavorando svincolati da un luogo fisso, fuori da un ufficio e liberi da orari e cartellino, ma che anche nell’ambito di Fondazioni, Enti e Cooperative no-profit, ovvero il mondo delle Onlus, si guardi finalmente ai nomadi digitali come a professionisti riconosciuti, ai quali ricorrere per progetti a carattere sociale con alto tasso di innovazione.

La notizia arriva da Ragusa, in Sicilia, dove Svi.Med Centro Euromediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile ha aperto le candidature (fino al 15 marzo prossimo) per stilare la prima short list per professionisti freelance e nomadi digitali, da cui attingere per la realizzazione dei progetti di comunicazione legati a due progetti di punta, Consume-Less “Consume Less in Mediterranean Touristic Communities” e EduFootprint “School Low Carbon Footprint in Mediterranean cities”.

La Onlus siciliana è alla ricerca di freelance e nomadi digitali esperti di comunicazione, tra cui film maker, copywriter/storyteller esperti in content marketing, Seo e digital strategist, copywriter, web designer, social media manager, per la realizzazione di campagna di comunicazione professionale sui Social Media (questo il link per candidarsi: Opportunità di Lavoro per Nomadi Digitali: Workation).

La novità è duplice. Intanto per la prima volta si parla nello specifico di ‘nomadi digitali’, i nuovi lavoratori della Rete che svolgono la propria attività lavorativa in remoto e hanno fatto della libertà di movimento il loro stile di vita, lontano dalla schiavitù del possedere, comprare e mantenere, svincolato dalla voglia di fuggire altrove con il peso di dover ricominciare da capo e improntato allo scambio, alla condivisione, alla collaborazione.

Ricercati dunque non solo per le riconosciute qualità professionali – e già questa è una grande novità visto che lo stereotipo li vuole giovani, spensierati sognatori e forse anche vagabondi, con qualche rendita o benestanti – ma anche per i valori incarnati dal loro stile di vita e di lavoro.

La seconda grande novità è che non sono ingaggiati ‘solo’ come professionisti ma si offre loro una workation di 10 giorni – pagati lavoro, viaggio, vitto e alloggio – nei luoghi protagonisti del progetto di comunicazione per lavorare in team, con l’idea che da un ambiente condiviso, professionalmente stimolante, dove al lavoro si alternano i momenti tipici della vacanza, si possano trarre grandi benefici ai fini dell’obiettivo aziendale.

Si investe nella professionalità e nell’ozio creativo dei professionisti del Web, anticonformisti amanti del viaggio e della libertà.

Sembra impossibile, tanto è all’opposto degli approcci tradizionali, che vedono lo sfruttamento della professionalità secondo il concetto per cui ti offro la vacanza, ma il lavoro lo fai gratis o incarico un esterno così lo pago meno, oppure che scambiano la qualità e la professionalità con il numero delle ore trascorse attaccati alla scrivania.

Un’occasione unica per i professionisti che saranno selezionati ma anche per la sperimentazione di nuove buone pratiche nell’ambito della nuova economia legata alle professioni digitali.

E il fatto che accada in Italia è ancora più significativo per le ulteriori possibilità che apre: il progetto siciliano potrebbe fare scuola per altre realtà non solo nell’ambito specifico in cui si realizzerà, ma a cascata anche per lo sviluppo turistico dei territori con potenzialità ancora inespresse, di cui molto si parla nel Piano Strategico del Turismo 2017-2022, che vede al centro delle sue strategie, improntate alla sostenibilità ambientale e culturale, proprio il digitale.

Il rilancio dell’Italia passa anche da qui. Prima tappa, Ragusa.