L’ex Infanta Cristina, sorella del re di Spagna Felipe VI, è stata assolta dal tribunale di Palma di Maiorca nell’ambito del processo di primo grado sullo scandalo Noos. Era la prima volta nella storia della Spagna contemporanea che un membro della Famiglia reale veniva sottoposto a giudizio penale e rischiava una condanna che prevedeva il carcere. Il marito Inaki Urdangarin è stato invece condannato a 6 anni e tre mesi  per “prevaricazione”, malversazione, frode, traffico d’influenza e due reati fiscali. Per lui è stato chiesto il carcere immediato.

Per Cristina e il marito, ex duchi di Palma, erano state chieste pene detentive rispettivamente per 8 e 19 anni. La sorella del re era accusata di concorso nei due reati fiscali per cui è stato condannato Urdangarin, ma secondo il tribunale di Palma Cristina non era a conoscenza degli illeciti commessi dal marito. L’inchiesta sullo scandalo della Fondazione Noos, iniziata nel 2010, ha contribuito a fare traballare la corona spagnola sotto l’ex-re Juan Carlos I, che tre anni fa ha abdicato in favore del figlio Felipe.

Secondo il pubblico ministero, la secondogenita di Juan Carlos e Sofia di Grecia beneficiò della metà dei fondi illegali – circa un milione di euro – che la società Aizoon, controllata ai 50% con il marito, ex campione olimpionico di pallamano, avrebbe ottenuto dall’Istituto Noos, che faceva capo all’ex duca di Palma e al suo socio Diego Torres e che avrebbe drenato oltre 6 milioni di euro dalle amministrazioni regionali delle Baleari, di Valencia e Madrid. Cristina è stata assolta dalle accuse penali, ma dovrà pagare con il marito 265mila euro a titolo di responsabilità civile. Torres, l’ex-socio di Urdangarin, è stato condannato a 8 anni e 6 mesi di carcere oltre ad una multa di 1,7 milioni, e l’ex-presidente delle Baleari Jaume Matas a 3 anni e 8 mesi.

Con l’ascesa al trono del fratello, Cristina ha perso il titolo di Infanta e non fa più parte della famiglia reale, che formalmente comprende solo i genitori, la moglie e i figli del monarca. Esclusa dagli appuntamenti ufficiali fin dal 2011, non era presente alla proclamazione di Felipe, a differenza della sorella Elena. Tuttavia rimane sempre un parente stretto del re e la sua vicenda continua a essere fonte d’imbarazzo per la monarchia.

Cristina, si è detta soddisfatta dalla sua assoluzione ma ha definito “ingiusta” la condanna di suo marito Inaki Urdangarin, che ritiene “innocente” secondo quanto riferisce il suo legale Miquel Roca. “Continua a ritenerlo innocente” ha detto l’avvocato, che ha parlato “5 minuti” con la principessa dopo che la sentenza stata resa pubblica. Fonti della Casa Reale hanno solo espresso “assoluto rispetto dell’indipendenza della Giustizia”. Felipe VI, che oggi ha visitato il Museo Thyssen a Madrid, non ha fatto commenti sul verdetto.