A Sanremo, ospite d’onore del più spettacolare evento del servizio pubblico, si è scelto di invitare «L’impiegato modello» che in 40 anni non ha mai fatto un giorno di malattia. A quale scopo? Fare sentire in colpa chi sta facendo la chemio? «L’impiegato modello» orgoglioso dei suoi 239 giorni di ferie non godute. Invitarlo perché? Per fare propaganda anticostituzionale?

Che se per caso avessimo ricordato ai lavoratori, dalla prima serata di Raiuno, che la Costituzione non solo stabilisce il diritto alle ferie del lavoratore ma anche che il lavoratore non può rinunciarvi (forte, eh? Dice proprio così: «Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi». Ferie, e pure retribuite! Che buontemponi questi padri costituzionali!)… se per caso lo avessimo fatto ve la immaginate la delusione dei precari sfruttati che quel diritto se lo vedono negato a ogni rinnovo di contratto, nei due mesi di buco, mesi di disoccupazione spacciati per vacanze? Devono aver pensato: «No, meglio l’impiegato modello che lavora gratis, vedrai che abboccano, che tanto questi credono a tutto quello che dice la televisione».

Fortuna che, come cantano quegli scansafatiche de Lo Stato Sociale, La rivoluzione non passerà in tv.