Che le cose in Italia funzionino in un certo modo non è una sorpresa. Anzi, dalle intercettazioni telefoniche del caso Ubi Banca se ne ha semmai un′ulteriore conferma. Nelle carte del procedimento penale a carico di Giovanni Bazoli, Victor Massiah e altri c’è un po’ di tutto, compreso il disprezzo che i vertici della (ex) popolare bergamascobresciana nutrono nei confronti dei consiglieri espressione delle minoranze e la volontà di annichilirli utilizzando qualunque mezzo. Si potrebbe dire che è l’eterno gioco del potere e in effetti è così. Un gioco sporco al quale ancora una volta le autorità di controllo sembrano prendere attivamente parte e ai più alti livelli. In particolare, la Banca d’Italia dalle intercettazioni non esce molto bene, così come il presidente della Consob Giuseppe Vegas al quale i pubblici ministeri arrivano a chiedere se nel corso di un incontro informale con esponenti di spicco di Ubi sia stato stipulato un accordo secondo cui “a fronte di un mio interessamento […] riguardo alla procedura sanzionatoria, gli stessi Cera e Moltrasio si adoperassero per fare uscire da Iw Bank gli estratti dei conti correnti di Pezzinga”.

Per la cronaca, Pezzinga è Michele Pezzinga, ex commissario Consob che si era opposto alla linea di condotta tenuta da Vegas nel caso UnipolFonsai gettando molte ombre sull’operato del presidente e degli uomini a lui vicini. Gli estratti conto bancari di Pezzinga vennero pubblicati dal Corriere della Sera, rovinando la reputazione dell′ex commissario che era un testimone chiave all′inchiesta Unipol-Fonsai e che – pur effettuando dal suo conto normali compravendite su obbligazioni quotate (talvolta in guadagno, talaltra in perdita) – aveva però violato il codice etico della Commissione che vieta questo tipo di operatività. Vegas naturalmente davanti ai pm ha respinto tutti gli addebiti, così come ha fatto Carmelo Barbagallo, capo della Vigilanza di Bankitalia, che afferma a più riprese di non essere a conoscenza degli esiti delle ispezioni e che – ammettendo di aver incontrato l’amministratore delegato Massiah e altri esponenti del gruppo Ubi assieme al governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e a un membro del direttorio di Via Nazionale – minimizza limitandosi a dire di aver ascoltato e di non aver espresso alcuna valutazione. “Non credo di aver fatto commenti né sulle contestazioni Consob, né sul procedimento penale in corso, né sul prof. Resti”, dice a verbale Barbagallo. Dal che si deduce che Victor Massiah e gli altri dirigenti del gruppo devono per forza essere dei millantatori.

Ad esempio, il 6 maggio 2014, dopo l’incontro in Banca d’Italia, Massiah riferisce per telefono al presidente del comitato di gestione di Ubi Banca, Franco Polotti, la valutazione negativa espressa da Barbagallo sul provvedimento di contestazione notificato dalla banca alla Consob, provvedimento che sarebbe stato ispirato dal professor Andrea Resti che, assieme ad altri consiglieri di minoranza ha presentato un esposto alla Consob. Nella ricostruzione fatta da Massiah, Barbagallo avrebbe detto: “poi un’altra cosa che mi stupisce è questo atteggiamento di Resti, che mi stupisce in assoluto… sa noi qui in Banca d’Italia lo usiamo per diversi lavori, non sembrava una persona così…”. Affermazioni che gettano ulteriori ombre sul modus operandi dell’istituto centrale che sembrerebbe cooptare i professionisti in base al loro grado di omertà e conformismo alla “linea”, piuttosto che per l’indipendenza di giudizio. Nel caso del professor Resti, poi, oltre ai supposti commenti di Barbagallo, il “clan” ai vertici di Ubi Banca studia rappresaglie dirette e indirette: “io stavo pensando una cosa – dice sempre Massiah al telefono con Polotti – al di là di tutto quest’uomo secondo me ha un po’ sottovalutato anche chi si mette contro, perché con tutta la rete di conoscenze che ha un Pedersoli, uno Zanetti… no Zanetti non è dentro il discorso, Bazoli…”. E Polotti che ha capito perfettamente sottolinea: “Calvi, quella gente lì… lo massacrano”. Del “clan” fa parte anche Ester Faia, che è consigliere di Ubi ed è la moglie di Ignazio Angeloni, membro del consiglio di sorveglianza della Bce guidata da Mario Draghi. Riguardo al professor Resti, riferisce al telefono Massiah, “mi ha detto Andrea (Moltrasio, presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi, ndr) che la Ester era furibonda, mi ha detto che lei dice ‘io lo asfalto, adesso parlo con tutti’. Questa parla con Draghi, parla con Visco… poi è uscito fuori che si è sfogata, dice ‘quello ogni tanto mi telefona per avere qualche incarico a Francoforte, ma vedi adesso’…”.

E riguardo alle contestazioni Consob? Sempre il 6 maggio, Massiah nella stessa telefonata a Polotti in cui parla del professor Resti dice: “sembra molto positivo il discorso Barbagallo, nel senso che lui ha detto, che lui ritiene che l’atteggiamento che ha avuto la banca è stato assolutamente positivo, che loro hanno molto apprezzato… che era molto stupito di questa cosa che però – dice – [che] ci sono anche due Consob, non una sola e mi ha detto di mandargli il provvedimento, la documentazione in maniera che lui la potesse approfondire. [E’] stupito oltretutto dell’uso di un articolo che è pesante nel fare queste robe qui. Insomma, mi ha dato segnali di fiducia e di solidarietà”.  Insomma, è Ubi e non la Consob a girare a Banca d’Italia la documentazione sui provvedimenti sanzionatori che la Commissione intende affrontare nei confronti della banca e dei suoi esponenti e Barbagallo si presta ad approfondire la questione non si sa bene a che titolo.

Non è certo l’unica cortesia che il capo della Vigilanza di Bankitalia riserverà al gruppo Ubi. Da una telefonata con il vice direttore generale Giuseppe Medda emerge che ad aprile una bozza del regolamento del comitato nomine era stata “inviata preventivamente alla Banca d’Italia. Medda – si legge nel verbale – ribadisce il fatto di non lasciar trapelare che ci siano stati scambi informali con Banca d’Italia per non mettere in difficoltà l’ente”. Insomma, l’arbitro è in partita e pazienza per chi si oppone, come il professor Resti. Di lui l’amministratore delegato Massiah ha ancora modo di dire che “bisogna colpirlo nel mondo accademico perché ognuno ragiona (cioè fa i conti, ndr) con il suo mondo predominante e io dico guarda… sul mondo accademico mi sembra che di futuro non ne abbia perché perlomeno in Bocconi nessuno ci pensa minimamente di farlo ordinario, mentre invece mi sembra che sia fondamentale togliergli l’acqua sul discorso Authorities, perché Banca d’Italia e gli altri si devono rendere conto di come si comporta uno così”.

Insomma, proprio un bel quadretto che mette perfettamente in luce la statura e il profilo intellettuale dei protagonisti, come si evince anche da una telefonata del presidente della Consob, Vegas, evidentemente convinto di essere intercettato: “…sto maresciallo mi ha rotto il cazzo però. Non si riesce a telefonare.  Maresciallo basta! Vattene a casa tua che hai rotto i coglioni!”