Continuano a susseguirsi i reclami da parte dei consumatori contro le bollette dell’Acea: nel mirino gli importi “spropositati”, i “disservizi”, i conguagli “stratosferici”, i cambi unilaterali di contratto a sfavore dell’utente. Tutto ciò nonostante a giugno l’azienda controllata dal comune di Roma sia già stata multata dall’Antitrust per “i meccanismi di fatturazione e le ripetute richieste di pagamento non corrispondenti a consumi effettivi“. Questa volta è il caso di una signora romana, che ha chiesto aiuto all’associazione dei consumatori Codici per chiedere un risarcimento da parte di Acea per “12 anni di disagi, disservizi e importi spropositati”.

La donna nel 2005 ha infatti ricevuto la sostituzione del contatore da parte dei tecnici della ex municipalizzata, che però per errore hanno invertito il suo contatore con quello di un altro appartamento nello stesso stabile. La signora ha comunque sempre pagato ogni bolletta puntualmente nonostante l’errore sia da subito evidente, in quanto i consumi sembrano spropositati considerato che vive da sola. Il contatore invertito è infatti quello di una famiglia composta da quattro persone. Per dieci anni la donna chiede che il contatore venga nuovamente invertito ma l’azienda non considera nessun reclamo presentato e quindi non interviene. Solo dopo l’intervento di Codici in una nota trasmissione televisiva, Acea sostituisce il contatore. La signora a questo punto chiede che venga riconteggiato l’importo versato in tutti questi anni, ma, come non detto, la società rimane inerte.

Parte quindi un tentativo di conciliazione bonaria con l’azienda presso l’Autorità per l’Energia. Ma la ex municipalizzata romana dice che, per prassi e per politica, non eroga nessun risarcimento danni e cerca di chiudere i contenziosi proponendo solamente 170 euro a titolo di risarcimento. Insomma, oltre il danno la beffa. La cosa più allarmante è però che questo non è un caso isolato. Sono varie infatti le segnalazioni dei consumatori su bollette stratosferiche o disservizi: “Ne riceviamo a bizzeffe”, dice Luigi Gabriele, a capo degli Affari istituzionali e regolatori di Codici.

C’è ad esempio un altro signore di Roma che contesta un mega conguaglio dovuto a un cambio di contratto non richiesto. “La casa dove è attiva la fornitura è di mia proprietà ma affittata. Il nuovo inquilino ha deciso di cambiare operatore dell’energia elettrica (avevo Acea) ed è stata data la disdetta con conseguente arrivo di un conguaglio stellare di 826,52 euro (che peraltro ho pagato)”, racconta il signore che prosegue con la storia: “Vista la somma ho chiamato Acea e la cosa sembrerebbe dovuta a un cambio di contratto da biorario a monorario fatto nel 2013”. Poiché il signore dice di non aver mai fatto una richiesta in questo senso, ha chiesto il riconteggio complessivo nella modalità bioraria con la restituzione dell’importo pagato.

Altro caso: un signore romano contesta una bolletta recapitata da Acea da 556 euro dopo aver ricevuto, a luglio 2016 (quindi dopo la multa Antitrust), una lettera in cui la società lo informava che “per un imprevisto problema tecnico non si è stati in grado di inviare fatture con la periodicità stabilità”. Una “anomalia”, scrive la stessa Acea, “recentemente superata, causando l’emissione di una fattura che si riferisce a periodi accumulatisi nel tempo per un importo complessivo di 555,71 euro”. E qui il dulcis in fundo: la società si scusa per “il disagio causato” ma rammenta anche che la bolletta deve essere pagata con una scadenza che non arriva neanche a un mese dalla ricezione della lettera. L’uomo ha chiesto quindi l’estratto conto dei consumi effetti e dei pagamenti effettuati del periodo in questione. Chiede anche di ricevere il verbale di sostituzione del vecchio contatore con la relativa lettura dei consumi, visto che non era presente il giorno in cui è stato sostituito con uno nuovo.

Dal canto sua la ex municipalizzata non solo non sembra scalfibile ma non si fa neanche problemi a chiedere soldi di risarcimento a tappeto, per propri errori tecnici, sperando di avere la fortuna di cogliere l’“utente giusto” (oppure poco accorto): prima di Natale, ha chiesto il pagamento di un vecchio bollettino non recapitato per errore, aggiungendo di cestinarla nel caso in cui il conto precedente fosse stato regolarmente ricevuto.