Occhio alle fatture dell’Acea. Dopo la bolletta pazza arriva infatti anche il bollettino doppio. Prima delle feste natalizie, alcuni clienti della ex municipalizzata si sono visti recapitare una lettera in cui la società chiedeva il pagamento di un vecchio bollettino non recapitato per errore. Nella stessa missiva, l’azienda controllata dal comune di Roma metteva però anche le mani avanti spiegando che, in caso di pagamento già avvenuto, nulla sarebbe stato dovuto.

“L’utenza a lei intestata fa parte di un perimetro di contratti per i quali, per un errore di sistema, la fattura emessa nel mese di settembre/ottobre 2016 potrebbe non essere stata recapitata. La troverà pertanto allegata alla presente”, si legge nella lettera. Per evitare ulteriori errori, l’azienda guidata da Alberto Irace si è premurata poi di precisare di “non tener conto” dell’avviso “nel caso la bolletta fosse stata regolarmente ricevuta”. Non senza puntualizzare che, nelle more, non sarebbero state effettuate operazioni di “recupero credito, né interessi di mora per il ritardato pagamento”.

Per l’azienda romana si tratta dell’ennesimo disguido sulle bollette dopo lo scandalo delle fatture gonfiate a causa di errori nel nuovo software aziendale. La vicenda aveva generato il caos nella clientela facendo scattare migliaia di denunce contro la società. Non solo: l’affare delle bollette gonfiate di Acea fece per anni lievitare anche i costi per il servizio clienti soprattutto nel call center del gruppo che appaltò all’esterno le telefonate in eccesso. L’operazione venne peraltro fatta senza gara affidando, in un palese conflitto, la commessa alla E-Care, all’epoca partecipata dall’ex socio Francesco Gaetano Caltagirone.

Da allora molte cose sono cambiate. Caltagirone non è più azionista diretto di Acea, le associazioni dei consumatori hanno avviato sportelli telematici per i reclami e l’Antitrust ha multato a giugno Acea (3,6 milioni), Edison (1,7 milioni), Eni (2,9 milioni) ed Enel (2,6 milioni) per “i meccanismi di fatturazione e le ripetute richieste di pagamento per bollette non corrispondenti a consumi effettivi, nonché gli ostacoli frapposti alla restituzione dei rimborsi”. Tuttavia Acea non sembra ancora aver risolto i suoi problemi informatici né aver chiesto il conto all’azienda fornitrice che li ha provocati.