Riccardo Bacchelli è stato uno scrittore italiano del Novecento, autore, tra i tanti romanzi scritti, di quel “Mulino del Po” che, dopo il successo letterario, conobbe anche una memorabile e popolare trasformazione in uno degli sceneggiati Rai più visti, ancor oggi citato quando si ripercorre la storia della memoria del servizio pubblico. Al suo nome è anche legata la legge, approvata nel 1985, che prevede la possibilità di dare un sostegno a quelle persone che, dopo aver onorato la patria con le loro opere, si sono poi ritrovate in condizioni di particolare indigenza e difficoltà. Bacchelli, per altro, non fece neppure in tempo a goderne, perché morì due mesi dopo l’approvazione della legge. Da allora il riconoscimento è andato a donne e uomini della letteratura, della musica, dello sport: da Alda Merini al cantautore Umberto Bindi, dall’attore Franco Citti alla scrittrice Anna Maria Ortese. Il beneficio è deciso dalla Presidenza del Consiglio che deve darne comunicazione al Parlamento.

Qualche giorno fa il giornalista Luca Salici, che i lettori del Fatto Quotidiano ben conoscono, ha lanciato, sulla piattaforma Change.org, una petizione per chiedere che i benefici della Bacchelli siano riconosciuti anche a Riccardo Orioles, storico collaboratore e amico di Pippo Fava, il fondatore de I Siciliani, ucciso a Catania il 5 giugno del 1984. Riccardo, nato a Milazzo il 1947, ha dedicato la sua vita, come ha scritto Luca Salici, al contrasto delle mafie, del malaffare, della corruzione, agli intrecci con la politica e i cosiddetti “Cavalieri del lavoro”.

Dopo l’assassinio di Fava, insieme con la redazione di allora, tentò di tenere in vita quella esperienza, poi diventò, per oltre 10 anni, il punto di riferimento di Avvenimenti, settimanale fondato sull’azionariato popolare, e poi ancora è stato impegnato in ogni tentativo editoriale che si ponesse l’obiettivo di analizzare, capire, combattere il fenomeno mafioso, sempre pronto a portare la sua testimonianza in giro per l’Italia, a cominciare dalle scuole. Generazioni di cronisti, e non solo in Sicilia, hanno trovato in lui un punto di riferimento solido, autorevole, lontano da ogni retorica, capace di solenni sfuriate che, ancora oggi, non risparmia ad amici e compagni quando avverte l’urgenza di far sentire una critica o un dissenso.

Sono queste le ragioni che ci hanno indotto a firmare la petizione e ci inducono oggi a chiedere al Presidente del consiglio di analizzare l’appello e di istituire subito la commissione che dovrà decidere sulla concessione dei benefici della legge Bacchelli a Riccardo Orioles. Non casualmente la richiesta è stata firmata da migliaia di cittadine e di cittadini, non solo giornalisti.

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino ne ha parlato durante la conferenza stampa di fine anno. Il segretario della Federazione della stampa, Raffaele Lo Russo, ha scritto alla Presidenza del Consiglio. Sarebbe bello se almeno la notizia dell’avvio dell’iter potesse arrivare a Catania il 5 gennaio prossimo quando, come ogni anno dal 1984, si ritroveranno coloro che hanno raccolto il testimone da Pippo Fava.

Tra loro, come sempre, Riccardo Orioles. Nella sua biografia, egregio Presidente Gentiloni, troverà tutti gli elementi utili a comprendere che, senza dubbio alcuno, Orioles ha davvero contribuito a “illustrare la Patria ed onorare la Costituzione”.