clienti Tesla sono abituati sin troppo bene: il “pieno” elettrico è gratis, la sosta nei centri ufficiali Supercharger è a tempo indederminato. Ma tutto sta per cambiare. In un post apparso sul proprio blog ufficiale, pubblicato questo mese, l’azienda americana ha comunicato che si riserva di addebitare 40 centesimi di dollaro per minuto ai veicoli presso le sue stazioni che non siano stati scollegati dopo la ricarica.

La cosiddetta “tassa di inattività” dà seguito alla promessa di imporre una spesa ai clienti che lasciano le loro vetture in parcheggio per parecchio tempo nelle stazioni di ricarica gratuita Supercharger, una volta completato il “pieno” di elettronia  segue un precedente post sullo stesso blog, nel mese di novembre, nel quale si ribadiva che i proprietari di Tesla ordinate successivamente al primo gennaio 2017 non avrebbero più goduto dell’accesso illimitato alla rete Supercharger, venendo addebitati di una tassa di ricarica una volta superata la soglia annuale di 400 kWh di ricarica inclusa con l’acquisto. A questo proposito, Tesla ha sottolineato che nonostante questo addebito la propria rete non sarà mai un centro di profitto.

In realtà, la rete Supercharger di Tesla è il nucleo pulsante dell’azienda, essendo stata la chiave per far crescere la propria base di clientela: l’esteso sistema, che consente ai proprietari di guidare attraverso Stati Uniti, Europa, Asia e Australia, permette di raggiungere la ricarica del 50% in soli venti minuti, quando in altre stazioni come quelle della rete ChargePoint questo stesso livello può richiedere un’ora o più di attesa.

Dunque, la ricarica veloce – e conveniente – di Tesla è stata tra gli elementi determinanti alla vendita per la clientela orientata alle auto elettriche. Ma tutto si evolve, e secondo l’azienda le modifiche recenti hanno proprio lo scopo di contribuire a espandere la rete di 769 stazioni riducendo al contempo la congestione. Anche nell’ottica della prossima introduzione della Model 3 a fine 2017, per la quale è atteso un forte successo di vendita.

In realtà, il sovraffollamento presso le stazioni Supercharger è ormai diventato un problema crescente, quasi un tallone d’Achille dell’intero “sistema” Tesla, poiché capita spesso di dover attendere a lungo per trovare una postazione libera dato che spesso i veicoli completamente carichi sono lasciati in parcheggio ancora collegati.

L’applicazione Tesla permette al proprietario di monitorare lo stato di carica da remoto, ma ciò non impedisce alle persone di prolungare l’accoglienza nelle stazioni. Dopo aver ricevuto numerose lamentele, ecco dunque arrivare la prima risposta ufficiale da parte dell’azienda: la tassa di inattività fornisce al proprietario un tempo di cinque minuti per scollegare il proprio veicolo una volta terminata la carica, con i trasgressori che riceveranno l’addebito delle violazioni alla visita successiva presso i centri di servizio. La tassa, ha specificato direttamente lo stesso Musk, “non si applica nelle stazioni che risultano fondamentalmente deserte”. Inoltre, questa situazione “punitiva” dovrebbe essere solo transitoria, poiché secondo la visione dell’azienda in un futuro prossimo le automobili completamente cariche si sposteranno altrove da sole, autonomamente.