Una piccola ripicca, ma molto significativa. Al consiglio della Città metropolitana di Torino, sul tema del Tav, Chiara Appendino e il M5s perdono. Il Pd è riuscito a far passare una mozione con cui obbliga l’ente presieduto dalla sindaca del capoluogo a restare nell’Osservatorio del governo per la Torino-Lione, a differenza di quanto accaduto con il Comune da lei guidato. Dieci i voti favorevoli, otto contrari e un astenuto, mozione approvata.

Questo atto obbliga Chiara Appendino a “proseguire l’attività di partecipazione all’Osservatorio” in qualità di presidente della Città metropolitana e dovrà anche ospitare l’organo guidato da Paolo Foietta “prorogando, alle condizioni attuali il contratto d’uso gratuito dei locali (con un rimborso annuo di 15mila euro) all’VIII piano della sede di corso Inghilterra”. Su questo punto, invece, la sindaca aveva preso una decisione diversa insieme agli altri eletti del M5s: gli uffici dell’Osservatorio dovevano lasciare i locali entro la fine del 2016. Quella decisione, presa nell’agosto scorso, aveva provocato una prima spaccatura tra lei e Foietta, diventa poi più grande dopo il voto della mozione per l’abbandono del tavolo di discussione, proposta dal M5s nel consiglio comunale.

Secondo il vicesindaco metropolitano Marco Marocco (M5s) questa “è una mozione del tutto strumentale: la Città metropolitana non aveva nessuna intenzione di lasciare l’Osservatorio per la Torino-Lione perché rappresenta più di trecento amministratori della provincia”. L’approvazione di questo atto, sostiene, provoca un danno alle casse della Città metropolitana: “Non abbiamo intenzione di lasciare per strada l’architetto Foietta, ma dobbiamo riorganizzare gli spazi portando negli uffici ora occupati dall’osservatorio alcuni dipendenti che stanno nella sede distaccata”. Nel corso del 2017 si troverà una soluzione con un probabile spostamento in altri spazi dell’ex Provincia.

Al netto della questione, il risultato del voto dimostra ancora una volta come sia difficile per il M5s governare la Città metropolitana, dove non gode di una maggioranza assoluta, come ha dimostrato il voto sul bilancio e sulla programmazione finanziaria dell’ente a fine novembre. “È la dimostrazione che Chiara Appendino e il Movimento 5 stelle non possono pensare di governare la Città metropolitana di Torino con i colpi di mano”, riassume in una nota il capogruppo del Pd, Vincenzo Barrea, riferendosi allo “sfratto” della scorsa estate.