Francesco Totti “core of Rome”, che dall’inglese può tradursi letteralmente in “nucleo di Roma”, ma anche più alla romana come “core de Roma“. Così il New York Times celebra “l’eterno capitano” dei giallorossi, alla vigilia della sfida ai vertici della Serie A tra Juventus e Roma. “A Roman to the Core and the Core of Roma” è il titolo dell’articolo (in alto l’immagine di copertina sul sito del quotidiano) con cui Rory Smith, capo corrispondente per lo sport in Europa del Times, celebra Totti e la sua romanità, “un capitano che non è solo dipinto sui muri della città ma è inciso nel suo tessuto, arde nella sua anima“.

Il racconto del quotidiano statunitense parte proprio dal murale del quartiere San Giovanni per raccontare la gioventù romana di Totti, cresciuto tra il suo appartamento in via Vetulonia e la sua scuola in via Pascoli. Tifo e lealtà per i colori giallorossi coltivati fin da bambino, che lo hanno portato lungo i 23 anni di carriera alla Roma a rifiutare le offerte di squadre come Milan e Real Madrid. “Giusto per fare due nomi”, ricorda il giornalista Smith. Una fedeltà apprezzata dalla città eterna, “che ha fatto di tutto per ripagare il suo affetto”. Anche se la capitale è spaccata tra romanisti e laziali, “Totti non appartiene solo alla Roma ma a Roma”. Così il New York Times cerca di spiegare perché il capitano giallorosso è un simbolo e un idolo, che non sembra spegnersi neanche con l’avanzare del tempo.

“È rimasto solo Totti”, scrive Smith, ricordando come tutti gli altri campioni della sua generazione, da Del Piero a Vieri, da Ronaldo a Zidane, si siano già tutti fatti da parte. “Continuo a giocare perché mi diverto, ho ancora la passione“, svela il capitano al quotidiano newyorkese. Con un sogno ancora da realizzare, la Champions League: “Mai dire mai – risponde – sento i 40 anni psicologicamente e fisicamente ma posso ancora migliorare”. Sui suoi 23 anni sempre con i colori giallorossi spiega: “Amo sia il calcio sia la Roma. Ho sposato entrambe le cose, per me il calcio è una passione, ma allo stesso modo amo Roma. Non c’è nient’altro come lei”.

Secondo Smith, Totti “è l’ultimo dei cosiddetti tifosi-giocatori: un fan diventato calciatore e poi eroe della città”. E il capitano spera che altri possano seguire le sue orme: “Sarebbe bello se qualcun’altro riuscisse a fare quello che ho fatto io, che ha fatto Daniele De Rossi, giocare qui il più a lungo possibile. Ma è più difficile, nel calcio moderno”. “Io ho sempre voluto questa maglia – conclude – nient’altro”. La sua maglia, la sua città, un legame durato 23 anni di carriera, spiega Smith rivolgendosi ai lettori del New York Times, “che non potrà mai essere cancellato“.