Donald Trump affonda Lochkeed Martin in Borsa con un solo tweet. Secondo il presidente eletto degli Stati Uniti d’America il programma militare degli F-35 e i suoi costi sono “del tutto fuori controllo”. “Miliardi di dollari – ha affermato il magnate americano – possono e saranno risparmiati su acquisti militari” e di “altro genere” dopo il 20 gennaio, data in cui lo sfidante di Hillary Clinton assumerà formalmente l’incarico presidenziale. Immediate le ripercussioni sul titolo della casa produttrice, la Lochkeed Martin, che ha visto il suo titolo arrivare a perdere fino a quasi il 4% a Wall Street.

Il gigante Usa dell’industria aerospaziale e della difesa è a capo del consorzio internazionale, del quale fa parte anche Leonardo Finmeccanica, per lo sviluppo del caccia multiruolo che ha ricevuto, in passato, diverse critiche per i malfunzionamenti e i difetti di costruzione. Jeff Babione, capo per Lockheed Martin del programma criticato dal tycoon, ha risposto dicendo che la società capisce le preoccupazioni circa la sostenibilità economica e ha investito “centinaia di milioni di dollari per ridurre il costo del velivolo di oltre il 70%. La proiezione del costo dell’aereo al 2019-2020 è di 85 milioni di dollari. A quel prezzo l’F-35 sarà meno costoso di qualsiasi aereo di quarta generazione al mondo. E sarà invece di quinta generazione, che è un enorme vantaggio tecnologico per tutti coloro che lo utilizzeranno”, sottolinea Lockheed Martin.

Una settimana prima del voto presidenziale il dipartimento della Difesa Usa ha chiuso il contratto per 90 aerei F-35 da combattimento dopo 14 mesi di negoziati per l’accordo. Lockheed ha vinto il contratto, del valore di massimi 7,18 miliardi di dollari alla fine di novembre e ha ricevuto una prima tranche di pagamento. I partner principali del gruppo Usa, Northrop Grumman Corp, Pratt&Whitney e BAE Systems, stanno sviluppando e costruendo tre varianti dell’F-35 per le forze armate statunitensi e per i loro alleati, come l’ItaliaGran Bretagna, Australia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi, Turchia, Israele, Giappone e Corea del Sud. Trump ha promesso in campagna elettorale di “ridurre tutti gli sprechi” e i costi per i caccia bombardieri sono evidentemente tra questi.

Una settimana fa, Trump aveva preso di mira anche i costi troppo elevati della nuova flotta di Air Force One, l’aereo presidenziale, prodotto dalla Boeing. In questo caso, il titolo dell’azienda americana aveva perso l’1,5 per cento, per poi terminare in positivo la giornata di contrattazioni.