Il nome circola per ore nei corridoi e per un attimo sembra cosa fatta: l’ipotesi di affidare la delega ai Servizi segreti all’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti è stata messa sul tavolo, ma subito sommersa dalle polemiche. A mettersi in allarme gli stessi dem che, secondo quanto scritto dal Fatto Quotidiano, hanno inviato un sms al presidente del Consiglio incaricato Paolo Gentiloni: “Spero non ti presterai a questa vergogna”. Ad andare all’attacco pubblicamente ci hanno pensato i parlamentari 5 stelle: “Sarebbe una scelta aberrante”, hanno detto. Poi il presidente della Toscana dem Enrico Rossi: “E’ una questione seria, non mi piace”, ha commentato a Rainews24. “Penso che ai servizi segreti figure più distanti siano preferibili”. L’idea, mentre Gentiloni è a colloquio con Sergio Mattarella, sembra essere tramontata.

In un primo momento era sembrato che Lotti potesse addirittura sommare due incarichi, quello di sottosegretario e la delega ai Servizi. “Se la notizia fosse confermata”, hanno scritto in una nota i membri M5s del Copasir Vito Crimi, Bruno Marton e Angelo Tofalo, “si tratterebbe di una mossa aberrante, contro ogni equilibrio democratico, di fronte alla quale siamo pronti alle barricate”. E hanno aggiunto: “Allo stato dell’arte, nessuno può escludere che la mossa Lotti potrebbe anche essere il preludio di un ritorno di Marco Carrai, caro amico di Matteo Renzi, a guida di una sorta di Nsa all’italiana”. La preoccupazione dei 5 stelle è che “il ‘cosiddetto giglio magico’ di Renzi possa acquistare maggiori poteri”: “Del resto”, si legge, “con un premier scelto in provetta, vale a dire Gentiloni, messo lì solo per sopire il momento e le circostanze, tutto è più facile per chi vuole prendere il controllo della nostra intelligence. Finora nell’ambito del Copasir il M5s ha mantenuto un profilo di serietà istituzionale, ma – concludono i 5 Stelle – davanti a scelte come questa, ripetiamo, se dovesse essere confermata, siamo pronti a fare le barricate”.