Gli ultimi sondaggi pubblici danno il No in vantaggio. Le stesse rilevazioni parlano di una quota molto alta di indecisi, che oscilla tra il 15 e il 25 per cento. Indecisi: che dichiarano di andare a votare, ma non sanno ancora cosa. In più succede da anni che gli elettori decidono cosa votare negli ultimi 7-10 giorni di campagna elettorale. L’esempio più celebre di una rimonta all’ultimo metro fu quello del 2006, quando l’Unione di Romano Prodi entrò nell’ultimo periodo – quello privo di sondaggi – con diversi punti percentuali di vantaggio, ma si risvegliò la notte delle elezioni a sudare voto dopo voto per averla vinta su Silvio Berlusconi. Il distacco finale fu di 24mila voti: secondo le analisi successive, Berlusconi riuscì a mobilitare una quota consistente di elettori (tra probabili astensionisti e indecisi) tale da raddrizzare la situazione e quasi ribaltarla.

E’ anche per questo che, anche se in queste settimane si sono moltiplicate schede e infografiche, ilfattoquotidiano.it mette a disposizione una scheda, la più semplice possibile per una materia del genere, su cosa prevede la riforma costituzionale in 10 punti. Ricordando che si può votare dalle 7 alle 23 di domenica 4 dicembre.