La notizia dell’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca incoraggia e in qualche caso galvanizza i nazionalisti in tutta Europa. Tra i primi a salutare l’elezione del nuovo presidente Usa il leader xenofobo olandese Geert Wilders su Twitter: “La gente si sta riprendendo il proprio Paese. Lo stesso faremo noi”.

Un sentimento di gioia condiviso dal leader del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito Nigel Farage: “Sembra che il 2016 stia per essere l’anno di due grandi rivoluzioni politiche”, il successo di Trump potrebbe essere “più grande di quello della Brexit“. Da Londra a Parigi il tono non cambia. “Felicitazioni al nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al popolo americano, libero!” il tweet con della leader dell’estrema destra francese, Marine Le Pen: “Quello che è successo questa notte non è la fine del mondo, è la fine di un mondo. La sua elezione è una buona notizia per il nostro Paese. I suoi impegni saranno benefici per la Francia, è il ritorno dei popoli liberi” e di “un’immensa sete di libertà”. Più che un commento sembra una minaccia la dichiarazione del vicepresidente del partito Front National, Florian Philippot: “Il loro mondo si sta sgretolando. Il nostro sta per essere creato”. In Germania, Beatrix von Storch, leader della AfD (Alternativa per la Germania) e vice presidente nazionale, ha parlato della vittoria di Trump come “un segnale che i cittadini del mondo occidentale vogliono un cambiamento politico. Non solo negli Stati Uniti, ma anche in Germania i cittadini vogliono confini sicuri, meno globalizzazione e politiche di buon senso che siano più concentrati sul loro paese”.

Il leader della Lega Nord dice di voler preparare addirittura la squadra di governo: “Eravamo tra i pochi a crederci ma facevamo bene: alla faccia di politologi, politici, giornalisti, attori, cantanti e ballerine – dice Matteo Salvini . Il 9 novembre segna cambiamenti epocali, quella di oggi è una giornata storica. Il programma di Trump è in linea con il nostro programma di governo al cento per cento. Stiamo preparando la squadra di governo, la vittoria di Trump ci insegna che chi ha coraggio, vince“. Salvini elenca poi i punti in comune con il programma di Trump: il no all’accordo commerciale “Ttip e ai trattati di libero scambio che vanno a vantaggio delle multinazionali e che ammazzano le piccole e medie imprese”, i dazi verso la Cina e il protezionismo, più sicurezza e “l’espulsione di due milioni di irregolari con reati alle spalle passati in giudicato”, la “ridiscussione della partecipazione ai finanziamenti all’Onu e Nato che ogni giorno che passa perdono il loro senso”, della fine di ruolo dell’Usa di “gendarme esportatore della democrazia a caso con bombe sparse un pò di qua e un pò di là di cui noi paghiamo le conseguenze. È una giornata bellissima”.

Da Roma ad Atene. Festeggia il partito neonazista greco Alba dorata: “È una vittoria delle forze che si sono opposte alla globalizzazione, che combattono contro l’immigrazione illegale, che sono a favore di nazioni pulite dal punto di vista etnico e di una autosufficienza dell’economia nazionale”, commenta il partito in un messaggio diffuso su YouTube. Il presidente del partito Nikolaos Mijaloliakos ha evitato di parlare esplicitamente della purezza della razza, ma ha sottolineato che si tratta di una “vittoria degli Stati nazionali contro la globalizzazione” e di un colpo “contro le forze del potere politico ed economico.

Il leader del partito austriaco di destra populista FPÖ (Partito della Libertà), Heinz-Christian Strache, si è congratulato e ha affermato che ancora una volta la “elite di sinistra” è stata castigata alle urne. “Una cara congratulazione al presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump”, ha scritto Strache sulla sua pagina Facebook. Per Norbert Hofer, il candidato dell’ultradestra nazionalista alle presidenziali austriache del 4 dicembre, dal successo di Trump bisogna trarre una lezione. “È stato dimostrato che laddove le élite politiche si allontanano dai cittadini, quelle élite vengono sostituite”, ha detto Hofer a Belgrado, dove oggi ha incontrato il presidente serbo Tomislav Nikolic. A suo avviso, i politici in Europa “devono capire che che è importante tener conto seriamente delle paure e delle preoccupazioni dei cittadini, e adottare le misure più idonee”. Entusiasta anche il primo ministro ungherese, Viktor Orban (Fidesz – Unione Civica Ungherese): “Che bella notizia. La democrazia è ancora viva”. A luglio Orban aveva detto che i piani di Trump sull’immigrazione e la politica estera erano “vitali” per l’Ungheria, mentre quelli della rivale democratica Hillary Clinton erano “mortali”.

I nazionalisti del partito liberaldemocratico russo (Ldpr) hanno brindato festeggiando alla Duma i risultati delle presidenziali americane. L’istrionico leader del movimento, Vladimir Zhirinovski, ha dichiarato che con Trump “è possibile una svolta nella politica interna americana a favore della gente comune, a favore dei poveri, nonché una svolta nei rapporti internazionali quando l’America si intrometterà di meno negli affari altrui”.