Mentre due ingegneri della provincia di Lecco finiscono indagati per il crollo del cavalcavia di Annone, l’Unione delle Province italiane in audizione parlamentare sulla legge di Bilancio accusa il governo di mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Secondo l’Upi, infatti, a causa del taglio dei fondi che lo Stato gira a questi enti – di cui la legge Delrio prevede la graduale abolizione ma a cui nel frattempo ha lasciato diverse competenze – “le risorse per i servizi essenziali, come la manutenzione e la messa in sicurezza dei 130mila chilometri di strade provinciali e delle 5.100 scuole superiori italiane, ormai sono ridotte al minimo”. E occorre “azzerare” il nuovo taglio di ulteriori 650 milioni previsto dalla manovra.

“Il Parlamento deve avere piena contezza che il deterioramento di questo patrimonio pubblico sta arrivando a livelli tali da pregiudicare la sicurezza stessa dei cittadini”, ha detto il rappresentante del Comitato direttivo Upi, Nicola Valluzzi, davanti alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, calcolando che “negli ultimi due anni le Province hanno contribuito al risanamento dei conti pubblici con un taglio ai bilanci di oltre 2 miliardi“. “La manovra che si sta esaminando – ha aggiunto Valluzzi – non garantisce l’erogazione adeguata ed efficiente dei servizi essenziali ai cittadini: a fronte di un ulteriore taglio di 650 milioni, che porterebbe a 3 miliardi i tagli ai bilanci delle Province nel 2017, non c’è alcuna chiarezza rispetto alle misure finanziarie e contabili a disposizione degli enti per evitare il dissesto e la chiusura dei servizi”.

“Noi – ha ancora l’Unione delle Province – abbiamo proposte chiare: prima di tutto, si azzeri il taglio di ulteriori 650 milioni assegnati agli Enti di area vasta, la cui insostenibilità è ormai pienamente appurata. Si permetta poi agli Enti di area vasta e alle Città metropolitane di utilizzare i risparmi dei costi della politica ottenuti dall’attuazione della legge Delrio per assicurare l’erogazione dei servizi essenziali”.”Si tratta di 229 milioni di risparmi dal 2014 ad oggi e di 69 milioni di risparmi previsti dal 2017 in poi dovuti al fatto che i sindaci amministrano i territori senza ricevere alcun compenso. Risorse che devono pertanto restare a disposizione dei bilanci degli Enti locali e non essere ricompresi nel bilancio statale”.

“Da ultimo, abbiamo necessità che anche per quest’anno si assegnino parte delle risorse Anas direttamente agli enti di area vasta, per assicurare la messa in sicurezza del reticolo viario provinciale, che dopo anni di continui risparmi versa in pessime condizioni. Anche perché non è pensabile che in Italia si spendano 103mila euro a chilometro per le autostrade, 22mila euro per le strade statali e 6mila euro al chilometro per le regionali e provinciali: il divario è davvero eccessivo e ingiustificabile”, ha concluso Valluzzi.