Non è solo il nostro Paese, come drammaticamente ci ricorda la natura in queste settimane, ad avere diverse porzioni del suo territorio di natura sismica. Nel mondo ci trovano diverse altre nazioni in situazioni anche più delicate della nostra. Come sanno tristemente bene, ad esempio, Giappone e Filippine, nei quali gli eventi tellurici hanno raggiunto proporzioni ed intensità a volte catastrofiche.

Proprio nelle isole asiatiche tropicali ha sede il Phivolcs, vale a dire l’Istituto Filippino di Vulcanologia e Sismologia, che nei lunghi anni di studio e osservazione ha effettuato anche uno studio – ne dà notizia l’Ansa – sul miglior comportamento da tenere quando si è sorpresi dal sisma al volante della propria auto. Si tratta di pochi ma importanti consigli, che possono però cambiare  il destino dell’equipaggio.

I ricercatori Phivolcs tratteggiano cinque linee di comportamento fondamentali. Al primo posto, come quasi sempre è richiesto in condizioni di stress e pericolo, è proprio quella di evitare di farsi prendere dalla paura incontrollata, perché il panico induce ad azioni incontrollate che possono creare pericoli o conseguenze anche gravissime. Durante un terremoto, purtroppo poche differenze portano a conseguenze diametralmente opposte, a maggior ragione se ci si trova in velocità dentro ad un’automobile.

In seconda battuta, è utile cercare di dare una valutazione all’intensità della scossa. Oltre il grado 5 della Scala Richter, ad esempio, a bordo veicolo non si avverte pressoché nulla, mentre oltre si ha l’impressione che l’auto tenda a “scivolare” quasi come se avesse una o più gomme a terra. Secondo la ricerca, sulle auto moderne essendo molto diffuso il sistema di rilevamento del calo di pressione dei pneumatici con relativa spia sul cruscotto: se si tende a perdere il controllo senza che vi sia alcun avvertimento, si è in presenza di un movimento tellurico decisamente importante.

Al terzo punto, lo studio asiatico invita a fermarsi appena possibile a sisma in atto, ma con prudenza e valutando attentamente il luogo a bordo strada: deve essere lontano da muri, costruzioni, edifici e, naturalmente, anche alberi od altri oggetti che possono cadere facilmente. Dopodiché, però, dopo aver spento il motore ed innestato anche il freno a mano, il consiglio è quello di rimanere a bordo ed aspettare qui la fine della scossa, non di precipitarsi fuori.

Così facendo si resta al riparo da piccoli oggetti che possono cadere od essere scagliati anche con violenza da costruzioni o strutture anche ad una certa distanza. Inoltre, viene precisato, in auto si dispone della radio che permette di avere più in fretta un quadro della situazione sulle frequenze dell’informazione. Si abbandona eventualmente il mezzo solo a movimento tellurico terminato, per portarsi in zone geograficamente il più possibile aperte.

Il quarto punto della ricerca interessa la tecnologia. Il consiglio, qui, è quello di caricare sul proprio smartphone – se si vive o ci si trova in zone sismiche – le applicazioni in grado di informare in tempo reale di una scossa in atto in base alle reazioni dei sismografi della zona dove ci si trova. Le “app”, basandosi sulla geolocalizzazione, generalmente sono in grado di indicare anche il tempo che intercorre tra epicentro della scossa ed arrivo dell’onda sismica percepita in superficie, molto utile per eventualmente allontanarsi verso zone più sicure.

Infine, viene raccomandato di tenere sempre pronta e a portata di mano, in automobile, una torcia elettrica del tipo ricaricabile, in modo da poter essere impiegata anche successivamente all’interruzione di corrente elettrica: il buio è uno dei problemi più sentiti dalle forze di soccorso nelle fasi subito successive al sisma.