MINE di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro Con Armie Hammer, Annabelle Wallis, Tom Cullen (Usa, 2016). Durata 106’ Voto 3/5 DT

Tra rocce e dune del deserto, una traiettoria sporca del fucile e una fortuita rifrazione del mirino obbligano un marine cecchino e il suo collega a fuggire dopo essere stati sgamati dal target arabo da abbattere e dai suoi sgherri. Gps fuori uso, tempesta di sabbia, sete boia, i due finiscono in un invisibile campo minato: un soldato salta in aria, l’altro si accorge di aver pestato una mina e lì rimane con il piede sinistro immobile finchè, almeno, qualche truppa modello “arrivano i nostri” non lo verrà a prendere. Thriller psicologico con sfondo guerresco in tre atti che ipnotizza almeno nella prima e seconda parte quando l’agonia del marine a cielo aperto, tra un mp3 e un lazo artigianale finito male, è palpabile e verosimile; e poi pone nella terza parte qualche dubbio in tenuta ed originalità avventurandosi in una trasposizione irreale dell’inconscio del protagonista. La regia dei due esordienti italianissimi Guaglione/Resinaro convince comunque per solidità e tenacia. Da vedere, inginocchiati per solidarietà con il protagonista. Produce Peter Safran già a sborsare dollari per The Conjuring e Buried.