Tutte scatenate, tranne il Napoli, fermato dal Genoa e per la prima volta a secco in stagione. E quindi ribaltone (meglio, ribaltino) in testa alla classifica. La Juventus torna al comando, ma dietro ci sono quattro squadre in due punti. Compresi i partenopei, la Roma e l’Inter, che conferma i progressi mostrati domenica e fa il blitz a Empoli grazie a Mauro Icardi, 6 gol in quattro presenze. Il campionato, almeno per ora, è quindi vero e aperto.

Comanda la Juve – Davanti a tutte, di nuovo la Juve. I bianconeri rifilano al Cagliari un poker scacciapensieri, ritrovano gioco e assoluto dominio del campo. Ad Allegri basta buttare nella mischia Lemina, liberando Pjanic dagli impicci in regia, per cancellare il ko di San Siro. Piccolo particolare: è tornato anche Gonzalo Higuain dal primo minuto e il Pipita ha timbrato il cartellino, tanto per cambiare. Nel week end i campioni d’Italia andranno a Palermo, rinfrancato dalla vittoria last minute di Bergamo, per confermare il primato e capire se dietro qualcuna delle prime inseguitrici cede qualche punticino.

Roma e Inter, tutto facile – Difficile si tratti di Roma e Inter, impegnate domenica contro Torino e Bologna. Spalletti e De Boer arriveranno agli incroci della prossima giornata – pericolosi, ma non troppo – con le spalle larghe. I giallorossi hanno tirato una riga dopo il flop di Firenze grazie al successo contro il morbido Crotone. Poker servito come per la Juventus e tanti applausi a Dzeko, autore della doppietta che ha messo in ghiacciaia la partita, e a Francesco Totti, capace di disegnare un altro assist da antologia per il bosniaco. Per capire lo stato di grazia del Pupone, bisogna riportare il  labiale di Manolas dopo la magia: “Tu devi giocare ancora”. Chissà per quanto continuerà a farlo Mauro Icardi, da possibile partente in estate a uomo-tutto dell’Inter. L’argentino affonda l’Empoli con una doppietta, dando sostanza alla vittoria contro la Juve. Avrebbe potuto essere un passaggio delicato per i nerazzurri, dopo le energie spese appena tre giorni fa e l’appagamento derivante da una vittoria che mancava da sei anni. Invece la pratica è stata archiviata facilmente, senza tralasciare la prestazione, solida e autoritaria, grazie anche a un’altra prova maiuscola di Joao Mario. Il portoghese ha guidato il centrocampo in assenza di Banega. Con entrambi in campo, sarà difficile per chiunque. Soprattutto se MirandaMurillo dovessero tornare a essere – e così pare – il muro della prima parte della scorsa stagione.

Napoli bloccato (e c’è il Chievo) – Contro un altro muro è andato a sbattere il Napoli, all’asciutto dopo i 12 gol nelle prime quattro giornate. Ci hanno pensato Perin e una svista arbitrale (trattenuta su Milik in area) a rallentare la squadra di Sarri. Non un passo falso, ma una frenata alla vigilia di una partita delicata. Sulla carta non dovrebbe esserlo, ma sabato sera al San Paolo arriva il Chievo, inseguitrice come Roma e Inter a quota 10 punti. I clivensi giocano altri novanta minuti tutta sostanza contro il Sassuolo, scavalcandolo in classifica. Il calcio di Maran non contempla fronzoli, ma funziona. Al Bentegodi vige una regola: chiudersi e colpire. Applicata talmente bene che dopo 5 giornate il Chievo è terzo, primo tra le prime provinciali, ma in realtà non sta facendo nulla di imponderabile. Già due anni fa, dopo l’arrivo di Maran, il passo dei gialloblù era stato da Europa League.

Le altre – Il pareggio della Fiorentina a Udine in rimonta smorza l’entusiasmo post vittoria contro la Roma, ma i viola (una partita in meno) sono virtualmente assieme al terzetto alle spalle del Napoli. Ovvero un passo sopra il Milan (notizia: 6 under 23 in campo contro la Lazio) e il Bologna di Donadoni, che dopo l’addio di Giaccherini ha trovato in Simone Verdi l’arma in più per divertirsi. In fondo, è buio pesto per Crotone e Atalanta. I calabresi aspettano ancora la prima vittoria in A, la squadra di Gasperini ha collezionato una vittoria e quattro sconfitte. Sembrano un passo dietro le altre. Ma dopo un terzo del girone d’andata, in testa come in coda – sette squadre in 4 punti – l’unico vero padrone è l’equilibrio.