Sembrava che il conflitto dovesse ricomporsi, e invece no. Lo sciopero di 24 ore di piloti e assistenti di volo indetto da Anpac, Anpav e Usb per il 22 settembre ci sarà. La conferma è arrivata lunedì mattina, al termine dell’incontro tra i vertici di Alitalia e le tre sigle professionali. “Non posso far altro che definire questa decisione dell’Anpac pura follia, per una compagnia aerea che attualmente perde 500.000 euro ogni singolo giorno”, è stato il durissimo commento di Cramer Ball, amministratore delegato della compagnia di volo, in una mail inviata ai dipendenti.

La speranza dell’azienda era che anche i sindacati più riluttanti all’accordo decidessero di revocare la protesta, come già avevano fatto domenica quelli di categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl. Il presidente di Anpac annuncia che in queste ore è previsto un referendum in formato elettronico tra piloti e assistenti di volo in merito all’azione di sciopero in programma mercoledì.

Secondo Ball la mancata revoca dello sciopero non solo “provocherà un danno economico molto rilevante” e “creerà disagi a migliaia di clienti”, ma addirittura “metterà a rischio il futuro sviluppo di Alitalia”.

Al centro delle rivendicazioni dei sindacati ci sono il licenziamento degli assistenti di volo, il mancato rispetto dell’esonero dal lavoro notturno, violazioni contrattuali sulla composizione degli equipaggi, cessione di attività a vettori extracomunitari. Fino alle concessioni di viaggio, ovvero il privilegio per il personale di volo di avere biglietti gratis per raggiungere le sedi di lavoro. Proprio su quest’ultimo punto è arrivata la precisazione di Ball, secondo il quale negli ultimi mesi l’azienda ha cercato di venire incontro alle esigenze dei dipendenti, estendendo le concessioni “fino al 31 dicembre 2016” e introducendo “tariffe da 1 e 2 euro a tratta più le tasse per lo staff sulle destinazioni italiane e la maggior parte di quelle europee”. Per Anpac, Anpav e Usb, però, non è stato evidentemente abbastanza.