Dice di non sapere nulla di un fascicolo aperto a suo carico, motivazione con la quale la giunta Raggi ha revocato la sua nomina ad assessore al Bilancio; si dichiara pronto a denunciare chiunque scriverà il contrario e racconta di essere difeso da “un ragazzetto” dello studio Sammarco. Con la stessa naturalezza con cui aveva raccontato di aver accettato il ruolo che era stato di Marcello Minenna perché “un amico, l’avvocato Sammarco, mi ha chiesto la disponibilità“. Si intrecciano ancora una volta le strade di Raffaele De Dominicis, ex procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio e responsabile del Bilancio del comune di Roma per neanche 24 ore, e dello studio legale presso il quale il sindaco del M5S mosse i primi passi nella professione forense.

“Non ho mai ricevuto alcun avviso di garanzia – assicura De Dominicis in un’intervista a La Repubblica – e sono pronto a denunciare chiunque dirà o scriverà che c’è un fascicolo a mio carico”. Ma chi la difende? L’avvocato Sammarco?, domanda il giornalista. “No, è un ragazzetto di quello studio”, la risposta. Ma dallo studio a metà mattinata arriva una secca smentita: “In riferimento all’articolo pubblicato oggi sul quotidiano La Repubblica – si legge in una nota affidata alle agenzie dall’avvocato Pieremilio Sammarco – mi preme sottolineare che il sottoscritto non conosce né ha avuto rapporti di tipo personale e professionale con il dottor Raffaele De Dominicis”.

“Il dottor De Dominicis non è e non è mai stato cliente presso lo studio di cui sono titolare né è o è mai stato cliente presso lo studio di mio fratello Alessandro, penalista – aggiunge il legale – Ribadisco il concetto per non dare adito ad ulteriori illazioni o strumentalizzazioni: né io né mio fratello abbiamo mai avuto rapporti con il dottor De Dominicis”.

I Sammarco dicono di non avere come cliente e di non conoscere De Dominicis, dunque. Eppure l’ex magistrato contabile il 4 settembre aveva raccontato di aver accettato la nomina nella giunta Raggi perché “un amico, l’avvocato Sammarco, mi ha chiesto la disponibilità e io ho ritenuto di dovermi mettere a disposizione”. Quella volta i Sammarco non smentirono, ma si limitarono a precisare: “Io non faccio scouting – puntualizzava Pieremilio – né selezione delle persone; se mi viene chiesto un consiglio, in via confidenziale, come si potrebbe fare con un medico o un avvocato a cui affidarsi, posso dire la mia (…). Sui miei rapporti con De Dominicis, posso dire che, in ragione del prestigioso ufficio ricoperto, è persona nota nell’ambiente giudiziario cui appartengo”.