Tra i 28 Paesi europei l’Italia è quello in cui, nel primo trimestre 2016, più disoccupati hanno rinunciato a cercare lavoro. Oltre uno su tre è finito a gonfiare le fila degli inattivi, secondo dati Eurostat pubblicati lunedì. La quota delle persone passate dalla disoccupazione all’inattività è del 37,1%, più del doppio rispetto alla media europea (18,9%). Nello stesso periodo, che coincide con la riduzione dal 100 al 40% degli sgravi contributivi sui nuovi assunti a tempo indeterminatosolo il 12,8% dei disoccupati italiani ha trovato lavoro a fronte di una media Ue del 15,4%. Il 50% resta senza occupazione.

Per fare quale confronto, in Francia i disoccupati che hanno abbandonato la ricerca nel primo trimestre 2016 sono il 17,1%, in Spagna il 14,2% e nel Regno Unito il 15,2%. I tre Paesi hanno visto invece restare senza lavoro rispettivamente il 63%, il 69,8% e il 65,3% di coloro che risultavano disoccupati nel trimestre precedente. Non sono invece disponibili i dati sulla Germania.

Sull’intera platea dei cittadini dell’Unione europea che nel quarto trimestre del 2015 risultavano disoccupati, il 15,4% (3 milioni) ha trovato un impiego nei primi tre mesi del 2016, il 65,7% pari a 13 milioni di persone è ancora senza lavoro e il 18,9% (3,7 milioni) si è spostato nella categoria dell’inattività economica.