Gabriele Detti come Massimiliano Rosolino. Sedici anni dopo l’argento del campano a Sidney 2000, l’Italia torna sul podio olimpico dei 400 stile libero maschili ai Giochi di Rio de Janeiro 2016, una delle gare regine del nuoto. Lo fa con il livornese Detti, bronzo alle spalle degli imprendibili Mack Horton e Sun Yang, primo degli umani. Soprattutto, prima medaglia della spedizione azzurra in vasca che a questo punto potrebbe davvero regalare una grande Olimpiade.

Dopo l’argento di Rossella Fiamingo nella spada femminile, quando in Italia era notte fonda è arrivata un’altra medaglia azzurra nella prima giornata dei Giochi. Ma se quella della schermitrice aveva lasciato un pizzico di rimpianto per l’oro sfuggito sul più bello, il bronzo di Detti vale più di una vittoria. È un podio storico per la nazionale, che riporta indietro la mente di 16 anni alla grande impresa di Massimiliano Rosolino: allora il napoletano era stato argento dietro Ian Thorpe. Gabriele Detti, suo erede designato, ricalca le sue orme e si prende il terzo posto in una gara al contempo molto simile e diversa da quella del 2000. Con i due favoriti, Horton e Sun Yang, chiaramente superiori a tutti gli altri ma fermi a studiarsi per oltre metà gara, in una prova molto lenta e tirata, prima di scatenarsi nel finale. E dietro tutti gli altri a contendersi il preziosissimo bronzo. L’obiettivo dichiarato anche di Detti, che entrava in vasca con il terzo tempo assoluto, ma che è stato a lungo nelle retrovie, anche ultimo fino a 100 metri dall’arrivo. Al punto da dire lui stesso che “a un certo punto mi vedevo così indietro che credevo fosse finita”. Invece ce l’ha fatta con una rimonta entusiasmante nell’ultima vasca, che gli ha permesso di lasciarsi alle spalle gli americani Conor Dwyer e Connor Jaeger. L’oro alla fine è andato un po’ a sorpresa al giovane australiano Horton, che ha interrotto il dominio di Sun Yang (“solo” argento, non perdeva una grande gara nei 400 dal 2011). Anche il crono, alla fine, è molto vicino a quello di Rosolino nel 2000: 3’43’’49, appena 9 centesimi in più di quello storico record italiano che resiste. “Ci ho provato, sarà per la prossima volta. A distanza di 16 anni Max sarebbe ancora stato sul podio olimpico”, è il tributo di Detti a quello che era il suo mito da bambino.

Oggi, però, ad appena 21 anni è Gabriele Detti la nuova stella del nuoto azzurro. Una delle tante, perché la spedizione in vasca a Rio è solo cominciata. Il livornese era dato in grande forma e pronosticato come possibile sorpresa, ma il bronzo nei 400 stile è tutto guadagnato. Alla prima finale utile, l’Italia è già andata a segno e il meglio deve ancora venire. Ovvero Federica Pellegrini, nella notte sesta con la 4×100 azzurra (ma la sua gara saranno i 200, da sola e con la staffetta 4×200). E soprattutto i 1.500 stile libero del suo “gemello” Gregorio Paltrinieri, dove lo stesso Detti sarà di nuovo protagonista: i due – coetanei, amici, si allenano insieme tutto l’anno a Ostia – proveranno a salire entrambi sul podio. E se Paltrinieri è il grande favorito, dopo il podio nei 400 pure Detti può credere nella storica doppietta, di coppia e individuale. Specie se il cinese Sun Yang non dovesse esserci o dovesse essere a mezzo servizio (la sconfitta di oggi è stata davvero una sorpresa). Detti dopo Rosolino, Rio dopo Sidney: forse c’è una nuova grande Italia del nuoto alle Olimpiadi.

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